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«La nuova scuola? La mafia non c’entra»

«La nuova scuola? La mafia non c’entra»

Montecchio: in consiglio il sindaco ha ribadito la correttezza delle procedure. Le opposizioni: «C’è stata molta leggerezza»

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MONTECCHIO. Acceso e sentito. Così è stato il consiglio comunale aperto che venerdì sera, in una Sala della Rocca gremita, ha dibattuto a lungo dei lavori di realizzazione della nuova scuola media del paese e della bufera che ha investito gli stessi nonché l’amministrazione locale.

La video-inchiesta fatta dalla web-tv Cortocircuito e uscita una ventina di giorni fa ha, infatti, portato alla ribalta il caso della ditta Saedil Srl, a cui, nel 2012, il Comune di Montecchio affidò i lavori di progettazione e realizzazione della nuova scuola media (peraltro abbandonati dall’impresa nella primavera di quest’anno), senza, tuttavia, aver mai ricevuto il certificato antimafia che escludesse possibili collusioni dell’impresa con la malavita organizzata.

SPIEGAZIONI. È perciò alla luce di questi eventi che il sindaco di Montecchio, Paolo Colli, ha introdotto il consiglio di venerdì, difendendo l’operato di giunta e tecnici, che «hanno seguito la legge» e che, nel corso dell’assemblea, hanno spiegato, passo dopo passo, l’iter burocratico percorso. Con documenti alla mano, i periti hanno mostrato il procedimento «totalmente corretto» con cui è stata indetta ed assegnata la gara di appalto per i lavori della scuola alla società Saedil: dando «ampia pubblicità alla procedura di gara», lasciando «più di un mese di tempo per la presentazione delle offerte», utilizzando «il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa», assegnando «70 punti su 100 per l’offerta qualitativa e 30 su 100 per l'offerta quantitativa" e, infine, ad aggiudicazione provvisoria avvenuta, «attivando tutti i controlli per la verifica dei requisiti della ditta». Accertamenti che hanno previsto la raccolta di svariati certificati, tra cui quello di iscrizione della Saedil alla Camera di Commercio riportante la dicitura “nulla osta” ai fini della legge antimafia e che, stando a quanto affermato dai funzionari comunali, «in base alla normativa del 2012, era da considerarsi equiparabile al certificato antimafia».

ANTIMAFIA Un documento, quest’ultimo, che è stato comunque richiesto a più riprese dall’amministrazione alla Prefettura di Caserta (provincia in cui la Saedil ha sede legale), ma mai giunto a Montecchio.

«Come prevede il protocollo, abbiamo informato la Prefettura di Reggio Emilia dei solleciti ad ottenere il certificato antimafia da Caserta. Dato però che l'attestato non è mai arrivato, per legge, decorsi 45 giorni dalla data della richiesta alla Prefettura, si è proceduti all’aggiudicazione definitiva. Non ci siamo, invece, rivolti alla Direzione distrettuale antimafia, perché, a quanto ci risulta, non è stato commesso alcun reato», ha infine affermato la maggioranza consiliare.

L’APPALTO. Così, il 7 settembre 2012, è stato sottoscritto il contratto tra Comune di Montecchio e Saedil Srl, che, inizialmente, prevedeva l’ultimazione dei lavori entro 320 giorni dal loro inizio, ma che, successivamente, con la sottoscrizione di un nuovo contratto che imponeva una più ampia tutela antisismica, sono slittati a 400. I lavori sarebbero, dunque, dovuti finire il 27 febbraio 2014, ma, «per problemi di liquidità dell’impresa, il contratto è stato rescisso».

«LA MAFIA C’E’». «Abbiamo fatto tutto secondo legge – ha ribadito Colli – La mafia esiste, anche sul nostro territorio purtroppo, ma qui non c’entra. Noi siamo contro le mafie».

Durante la serata, mentre la maggioranza consiliare ha espresso solidarietà per il primo cittadino - definendo “sconcertante” il “comportamento etico e politico di forme mediatiche improvvisate” e “inopportune” le dichiarazioni fatte nei giorni scorsi dal presidente del Tribunale di Reggio Emilia, Francesco Caruso, e dal questore della nostra provincia, Isabella Fusiello - parte delle opposizioni ha tacciato l’amministrazione di «leggerezza» e «incompetenza politica» nella gestione della vicenda. In particolare Elena Montanari, consigliera di Forza Italia – che è stata querelata per calunnia da Colli – in merito alla denuncia a suo carico ha dichiarato di non aver mai fatto illazioni su presunte collusioni del sindaco con la mafia e che saranno proprio Caruso e Fusiello, «appropriati e opportuni» a stabilire «eventuali responsabilità, anche della sottoscritta».

Lucia Cuccurese

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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