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Va a fuoco una «macchina dormitorio»

Va a fuoco una «macchina dormitorio»

Il rogo in via Luca da Reggio dove viveva un 74enne. Le fiamme causate da un fornellino o da un corto circuito

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REGGIO EMILIA. Una macchina che va a fuoco in via Luca da Reggio, sotto il cavalcavia.

E’ accaduto ieri intorno alle 13, nell’area di Ospizio dove spesso vengono segnalate persone che si accampano dormendo sotto i portici sui cartoni che diventano letti improvvisati o dentro auto trasformate in vere e proprie case.

E le fiamme improvvise che avvolgono quella Fiat Punto bianca distruggono pian piano proprio una di queste vite al limite. L’allarme viene dato in fretta, ma i vigili del fuoco non possono far altro che “arginare” i danni, perché dentro quella macchina c’è davvero di tutto e soprattutto di infiammabile.

L’auto è ormai inservibile, come pure in fumo buona parte delle cose che conteneva: è questo il bilancio, quando il rogo è ormai domato.

Dentro non c’era nessuno e nel frattempo arrivano anche i carabinieri che cominciano a spulciare fra quelle povere cose, per dare un volto al possessore dell’auto.

Intanto i vigili del fuoco cercano di capire cos’è accaduto: l’incendio non dovrebbe essere doloso, potrebbe averlo causato una dimenticanza (dentro alla macchina c’è un fornellino da campeggio) o più probabilmente un corto circuito.

Chi viveva nella Fiat Punto in quel modo precario sarebbe un 74enne originario di Faenza, sulle cui tracce si sono messi i carabinieri che hanno chiesto anche in zona se qualcuno lo conosce o perlomeno l’ha visto aggirarsi nei paraggi con una certa continuità.

Fa impressione ma soprattutto tantissima tristezza vedere sull’asfalto quello che resta, semi carbonizzato, di questa esistenza a dir poco difficile: tanti documenti, una brandina, bottiglie, vestiti ammucchiati, persino dei nanetti da giardino, il citato fornellino da campeggio per cucinare e riscaldarsi quando le temperature scendono d’inverno, qualche coperta, delle scarpe.

I carabinieri dovranno capire che fine abbia fatto il 74enne: il freddo linguaggio burocratico lo indica come un “senza fissa dimora”. Ora non ha più nulla, nemmeno quell’auto che usava come abitazione©RIPRODUZIONE RISERVATA

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