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Scintille in consiglio comunale sui matrimoni gay all’estero

SCANDIANO. «L'allargamento dei diritti non è un vezzo ma una necessità della nostra società». Lo sostiene il gruppo consiliare di maggioranza Pd di Scandiano, commentando il voto favorevole dell'ass...

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SCANDIANO. «L'allargamento dei diritti non è un vezzo ma una necessità della nostra società».

Lo sostiene il gruppo consiliare di maggioranza Pd di Scandiano, commentando il voto favorevole dell'assemblea alla proposta di trascrizione nei registri dello stato civili comunale i matrimoni fra persone dello stesso sesso contratti all'estero.

Scandiano è a oggi uno dei cinque Comuni reggiani ad aver approvato un documento sul tema, assieme a Casalgrande, Rubiera, Reggio Emilia e Bagnolo.

La mozione è passata con i voti del Pd e dei 5 Stelle, e la singola opposizione del centro-destra. Il testo approvato è quello emendato dal Pd su una mozione presentata in origine dai 5 Stelle.

Il centro-sinistra ha voluto fare delle modifiche perché la proposta pentastellata, a suo dire, «era di fatto generica sugli impegni da assumere come amministrazione comunale».

Così si è intervenuti sul documento, «inserendo nel dispositivo finale la richiesta di impegno verso il sindaco e la giunta a trascrivere nei registri di stato civile del Comune di Scandiano i matrimoni delle coppie omosessuali contratti all'estero».

Il Partito democratico ha voluto in qualche modo “potenziare” la mozione nella «convinzione di tutto il gruppo che l'allargamento dei diritti non è un vezzo ma una necessità della nostra società che si modifica continuamente e che sempre di più sarà permeata dalle diversità in termini culturali e sempre di più dovrà essere inclusiva».

In più, vi sono limiti legislativi a livello nazionale, che lasciano buchi neri nelle interpretazioni: «Crediamo che le riforme in ambito di diritti civili si possano attuare anche senza aspettare il legislatore nazione attraverso atti chiari assunti dalle istituzioni locali che nel rispetto delle leggi e delle loro funzioni e prerogative pongano in essere prassi tese proprio all'allargamento dei diritti», sostiene pertanto il Pd scandianese. (adr.ar.)

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