Gazzetta di Reggio

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Sit-in delle sentinelle contro le unioni gay, la protesta di Aq16

di Martina Riccò
Sit-in delle sentinelle contro le unioni gay, la protesta di Aq16

Piazza Prampolini ieri divisa tra favorevoli e contrari . Il centro sociale rilancia: «Non siamo più nel Medioevo»

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REGGIO EMILIA. Un’atmosfera surreale, ieri, ha accolto chi si è trovato a passegiare in piazza Prampolini. Da una parte una scacchiera umana formata da 143 persone disposte su 13 righe e 11 file, dall’altra una trentina di ragazzi con piercing, rasta e cartelloni scritti a mano. Da una parte il silenzio assoluto, dall’altra canzoni urlate al megafono. Il motivo della tenzone – consumata sotto il sole, al rintocco delle 16 – era il decreto legge Scalfarotto.

L’esercito delle “Sentinelle in piedi” – questo il nome di chi è rimasto in silenzio per un’ora, a leggere un libro portato da casa – ha fronteggiato lo schieramento dei ragazzi del Collettivo Variabile Indipendente (Aq 16) senza muoversi di un passo.

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«Se siamo qui oggi – ha spiegato la referente Daniela Cichellero – è per richiamare l’attenzione dei cittadini su questo decreto legge, approvato il 5 agosto del 2013 alla Camera e ora depositato in Senato, che presenta contenuti pericolosi per la nostra libertà di espressione e di educazione. Parlando di omofobia, infatti, l’onorevole Scalfarotto ha creato un termine che non esiste in nessun dizionario".

"In questo modo le pene per chi dovesse essere accusato di omofobia (molto gravi tra l’altro, perché si parla di 5 anni di reclusione) dipenderebbero esclusivamente dal giudizio personale del giudice. E le ricadute – ha aggiunto – sarebbero nefaste per la società e soprattutto per i bambini, che oggi sono del tutto inconsapevoli di ciò che la politica sta facendo: questo decreto apre infatti le porte all’unione tra persone dello stesso sesso e, inevitabilmente, a fecondazione eterologa, utero in affitto e così via. Noi non giudichiamo le persone che scelgono di portare avanti comportamenti omosessuali, ma siamo contrari a legittimare l’unione tra due uomini o due donne.

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"Staremo in piedi un’ora con un libro in mano – ha concluso –per svegliare il popolo italiano e dire a tutti che bisogna andare dentro ai problemi, e non accontentarsi solo di ciò che ci fanno credere i media. Affermare che biologicamente esistono l’essere umano di sesso maschile e quello di sesso femminile non è un’opinione, ma un fatto innegabile. E non si tratta di fede, ma di ragione».

Dall’altra parte della piazza, separati da poliziotti e agenti della Digos in borghese, i ragazzi del collettivo Aq16 urlavano le loro ragioni.

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«Le “Sentinelle in piedi” dichiarano che il decreto legge Scalfarotto è fortemente liberticida in quanto limita il diritto di opinione nei confronti degli omosessuali. Ma le sentinelle vogliono difendere solo il loro diritto di espressione – hanno affermato – E poi si può davvero parlare di libertà di espressione se questa riguarda solo una parte della popolazione? Celandosi dietro una finta neutralità, le sentinelle stanno convincendo le persone che la legge contro l’omofobia porterà a una degenerazione dell’uomo e della società. Il silenzio – hanno aggiunto – è solo un modo violento di discrimanare gli omosessuali e i transessuali. Noi vogliamo essere liberi di scegliere chi amare, che famiglia formare e chi essere. Le sentinelle vigilino solo sulle loro coscienze».

E mentre questa guerra di posizione veniva combattuta, i cittadini passeggiavano noncuranti. Come se fosse normale che idee così contrapposte campeggiassero nella stessa piazza. E cercassero, in silenzio o col megafono, di farsi ascoltare.

Le sentinelle in piedi si sono presentate in molte piazze italiane, e non dappertutto è andata "bene" come a Reggio Emilia. Guardate cosa è successo a Bologna

 

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