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«Che fine ha fatto l’indagine su Poiatica?»

Carpineti: i comitati all’attacco sulla discarica. Inaugurato un nuovo impianto per selezionare i rifiuti

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CARPINETI. Un nuovo impianto per “raffinare” la selezione dei rifiuti e vecchie domande, e vecchie polemiche, che ritornano. Tanto per cambiare è un mese intenso per la discarica di Poiatica. Il complesso carpinetano gestito da Iren è sempre al centro di discussioni, fra comitati, amministratori e operatori. A inizio ottobre sono state inaugurate attrezzature moderne che permetteranno di diluire le presenze potenzialmente nocive. È un impianto per il pre-trattamento dei rifiuti, che mentre li lavora separa i residui di “umido” da quelli essiccati, più facilmente trattabili e meno invasivi. I rifiuti essiccati rimarranno a Poiatica, sino a completare il quinto lotto di riempimento (quello già aperto e da terminare), mentre quelli “umidi”, una volta individuati, verranno mandati in altri stabilimenti per il loro smaltimento. Alla partenza dell’impianto ha preso parte anche una delegazione dell’amministrazione comunale, con il sindaco Tiziano Borghi e il consigliere comunale Gianfranco Campani.

Chi aspetta ancora risposte sono invece i comitati, uno di Carpineti e uno di Toano, che da anni chiedono la chiusura dell’impianto, e che tornano sulle denunce presentate in estate e sulla successiva indagine avviata dalla procura reggiana. «A Poiatica pare che ogni cosa abbia sempre un punto interrogativo e mai nessuna soluzione. Ed è così ancora nel 2014», affermano polemicamente. «Che ne è ad esempio dell’indagine della procura in corso? Cosa ne è stato della nostra segnalazione dell’agosto 2014 rispetto ai fetori per la fuoriuscita del biogas, oltre alle caute spiegazioni date da Iren e dalle autorità presenti circa presunti lavori programmati?», continuano.

Una delle domande è su un presunto accordo «sottoscritto dai sindaci della montagna per chiedere la chiusura al completamento del quinto lotto e non “presto”, “prossimamente” e simili. A noi il silenzio imbonitore non piace, ormai è noto. Vorremmo risposte e vorremmo che questa fosse data non solo ai comitati ma alla cittadinanza tutta», concludono.

Adriano Arati

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