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Delitto Germini, il Ris studia 24 reperti

Delitto Germini, il Ris studia 24 reperti

Castelnovo Monti: al via le investigazioni scientifiche per far luce sull’omicidio, già confessato da un collega della vittima

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CASTELNOVO MONTI. Sono in fase di avvio alcuni importanti esami da parte dei Ris di Parma sui reperti ritrovati nella zona dell’omicidio del 32enne castelnovese Andrea Germini, delitto per il quale fu fermato lo stesso giorno (18 agosto scorso), e confessò poi nella notte di esserne l’autore Abdelkebir Fettah, 28 anni, collega della vittima nella azienda agricola del suocero. Al centro degli esami dei Ris ci saranno 24 reperti rinvenuti nell’area del Pianello, lungo la strada sterrata che dalla provinciale che porta al ponte di Pianello arriva alla zona dell’ex quagliodromo. Un gruppo di reperti che gli inquirenti definiscono interessanti, ma tra i quali non ci sono né la possibile arma del delitto (Germini presentava una profonda lesione alla testa, che si ritiene sia stata la causa della morte prima che il suo assassino desse parzialmente fuoco al corpo), né il cellulare di Germini, cercato in ogni dove dagli uomini dell’Arma nelle ore e nei giorni seguenti il crimine.

Sugli esami dei Ris fornisce alcune informazioni l’avvocato Angela Zannini, che difende i famigliari di Andrea Germini (il padre, la madre e i fratelli, ma non la moglie, difesa dall’avvocato Gabriele Iori, mentre Fettah è difeso da Noris Bucchi). «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) hanno avuto inizio le operazioni tecniche inerenti il procedimento penale, presso le sezioni di Biologia, Dattiloscopia e Chimica del laboratorio dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Parma, dai quali verranno analizzati nei prossimi giorni svariati reperti tutt’ora coperti da segreto istruttorio. Ho presenziato, in qualità di legale di fiducia di Agostino Germini e Luisa, genitori di Andrea, ed i fratelli Ivan e Matteo, all'inizio delle operazioni al fine di valutare l'opportunità di nominare un consulente tecnico di parte: sul punto decideremo nei prossimi giorni eventuale nomina insieme alla famiglia».

In pratica sui reperti rinvenuti, principalmente in prossimità del cadavere, si cercano eventuali tracce ematiche o comunque organiche, residui di sostanze chimiche che possano essere servite per bruciare il corpo, ed ogni tipo di impronta, digitale ma anche di altro tipo, che possa aiutare a fare luce sulle fasi concitate del delitto, finora ricostruite soltanto dalle testimonianze, in alcuni passaggi ancora non del tutto chiare, fornite dallo stesso Fettah. (l.t.)

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