Reggio: bene macchine agricole e salumi
Anche il lattiero-caseario è cresciuto del 3,4%, ma in tutti i settori resta decisamente fragile il mercato del lavoro
REGGIO EMILIA. Anche nel secondo trimestre di quest'anno sono salite le esportazioni delle imprese dei distretti produttivi reggiani. Una accelerazione del 5,8% evidenziata da un incremento delle vendite del settore delle macchine agricole (+ 3,4%), ma posizioni ancora inferiori del 39% rispetto al 2008. Niente male l'export di macchine per l'industria ceramica che hanno addirittura segnato un + 31,8%. Abbastanza bene il comparto agroalimentare dove l'export di prodotti caseari è cresciuto del 3,4% ed i salumi del 7,5%. Risultati incoraggianti per il quadro complessivo dell'export dell'Emilia Romagna tanto che solo i distretti piemontesi hanno potuto dimostrare, in Italia, risultati ancora più brillanti.
E' quanto si può ricavare dall'analisi condotta dal Monitor del Servizio studi e ricerche di Intesa San Paolo per conto di alcune banche della regione dove si conferma la forte internazionalizzazione dei nostri distretti con performance visibilmente migliori rispetto ad altri paesi europei. A dispetto della pesante crisi immobiliare dei principali partner commerciali un certo recupero si nota pure nelle esportazioni di piastrelle. In questo quadro positivo non mancano ritardi significativi: le situazioni più critiche nella maglieria e nell'abbigliamento. Nel complesso comunque si avvertono dinamiche brillanti con un bilancio trimestrale positivo in 17 dei 19 distretti monitorati.
Gli sbocchi commerciali verso i quali si sono indirizzati i nostri prodotti sono rappresentati in massima parte dai mercati maturi con i quali esistono da tempo legami di interscambio. Bene quindi le vendite in Spagna e nei Paesi Bassi. Curiosamente in dicesa il Canada. Nelle nuove aree di esportazione spicca intanto il balzo delle vendite in Indonesia mentre arretrano Egitto, Turchia, India ed Ucraina. In quest'ultimo paese anche a causa delle crescenti tensioni con la Russia. Un peccato perché le spedizioni di prodotti dei distretti emiliani verso il mercato russo-ucraino nel 2013 erano stato pari al 4,3% del totale dell'export manifatturiero italiano. Segni meno significativi anche in Sudafrica. La Germania e la Francia accolgono invece con immutato favore i salumi reggiani (+7,5%) ed il settore lattiero-caseario reggiano vende molto bene in Francia e nel Regno Unito (+3,4%) A dispetto di questi segnali incoraggianti resta fragile il mercato del lavoro. Nei primi 8 mesi del 2014 si è comunque osservato, nei distretti analizzati, un sia pur parziale ridimensionamento delle ore di cassa integrazione autorizzate sia per la prestazione ordinaria che straordinaria e in deroga. (l.v.)
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