Bustine sospette, ma è topicida
Allarme eroina al Parco delle Ginestre: una passante chiama subito i carabinieri
REGGIO EMILIA. La presenza di una decina di bustine bianche legate ad un filo di ferro e calate in un’intercapedine del terreno all’interno del Parco delle Ginestre ha fatto gridare – lunedì pomeriggio – all’allarme eroina.
I carabinieri del nucleo radiomobile sono intervenuti per gli accertamenti del caso grazie alla segnalazione di una passante che ha subito chiamato il 112.
L’esito degli accertamenti dei militari ha ben presto rassicurato chi ha lanciato l’allarme e gli stessi residenti: le bustine, peraltro collocate in assoluta sicurezza e pertanto non accessibili a bambini o animali che frequentano il parco, recuperate dai carabinieri sono risultate contenere pasta di bromuro, ovvero veleno per topi.
La zona, come poi spiegato da alcuni residenti sentiti dai carabinieri, pare infatti essere infestata da grossi ratti che – sempre secondo quanto riferito – si spingono sino alle abitazioni.
L’allarme è arrivato in caserma lunedì poco dopo le 15, quando la donna nel rientrare a casa ha notato in un’intercapedine del terreno – come detto all'interno del Parco delle Ginestre – una decina di bustine sospese con del filo di ferro. Sul posto veniva inviata una pattuglia del Nucleo Radiomobile che effettivamente accertava la presenza in un’intercapedine di una decina di bustine bianche che i militari hanno recuperato tirando il fil di ferro. E’ stata quindi chiarita la vicenda: l’intercapedine non era stata utilizzata da un pusher per nascondere stupefacente, bensì da un cittadino che aveva posizionato veleno per topi in un tentativo di derattizzazione fai da te.
L’area infatti, come poi riferito da alcuni residenti, pare essere infestata da grossi ratti che si spingono sino alle vicine abitazioni.
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