Gang di cinesi con armi e ferri da scasso
I tre fermati dai carabinieri mentre giravano in città su un’auto rubata, sono stati tutti denunciati
REGGIO EMILIA. Un piede di porco, diversi grimaldelli, chiavi alterate, forbici, guanti, un coltello traforato con una lama lunga 15 centimetri, una pistola giocattolo modificata e in grado di sparare pallini di metallo, un seghetto. E’ lunga la lista di arnesi e armi modificate sequestrati a una banda di cinesi, dopo un controllo. Per loro è scattata la denuncia a piede libero. Ma le indagini proseguono per cercare di capire chi sono e dove erano diretti così armati.
L’auto sulla quale viaggiavano è stata fermata in viale Piave, nei pressi di una sala scommesse, in pieno pomeriggio.
Il primo accertamento sulla targa ha permesso di scoprire subito un fatto: che la vettura risultava essere stasta rubata a fine settembre, in quel di Padova a un altro cittadino cinese.
Non solo. Durante i controlli personali sono spuntati più di un oggetto senz’altro non di uso comune. Ma che piuttosto fanno pensare al fatto che i tre non fossero in giro per fare qualcosa di lecito.
Nell’auto, infatti, c’era un coltello di ferro traforato lungo 30 centimetri e con una lama di 15, due piedi di porco, una forbice con lame da 9 centimetri, una mazzo di chiavi alterate, una pistola giocattolo modificata per sparare pallini di ferro, una confezione contenente pallini di ferro, un seghetto per sbarre in metallo e alcuni grami di metanfetamina del tipo ice.
Dalla strada alla caserma di corso Cairoli il passo è stato breve.
Qui i tre sono stati identificati: hanno 26, 27 e 28 anni. Tutti e tre sono senza fissa dimora.
Il materiale trovato in loro possesso è stato sequestrato, compresa la Fiat Panda rubat sulla quale viaggiavano.
Per tutti è scattata la denuncia ricettazione, porto abusivo di armi, possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso. Ma a piede libero. Per tanto, tutti e tre sono stati lasciati andare. Così come prevede la legge.
Le indagini, però, non si fermano. La presenza dei tre, il possesso di quelle armi e degli arnesi allo scasso lasciano infatti pochi dubbi sulle ragioni per le quali la banda fosse in giro. Tuttavia, è sempre molto difficile sapere dalla comunità cinese eventuali episodio violenti o predatori. Per questo, ora, i carabinieri sono determinati a fare piena luce sulla situazione.
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