Rilevazioni statistiche a casa? Il Comune avverte sempre
REGGIO EMILIA. Diffidare sempre da chi si presente per non meglio precisate rivelazioni statistiche da parte del Comune. Perché il Comune fa sapere che ha attivato un preciso protocollo rispetto a...
REGGIO EMILIA. Diffidare sempre da chi si presente per non meglio precisate rivelazioni statistiche da parte del Comune. Perché il Comune fa sapere che ha attivato un preciso protocollo rispetto a queste iniziative, che prevede una puntuale comunicazione alle persone coinvolte. In modo, dunque, che sappiano riconoscere chi si trovano davanti.
«Nel caso di una qualsiasi rilevazione indetta a fini statistici e gestita dall'ufficio, viene inviata una lettera alle famiglie, a firma della responsabile per i Sistemi informativi dell'Amministrazione e ufficio Statistica Barbara Leoni – spiega il Comune in una nota – accompagnata da una lettera di presentazione della rilevazione a firma del presidente dell'Istat. In queste lettere sono indicati in maniera puntuale tutti i contatti per richiedere le informazioni (numeri di telefono e orari degli uffici di riferimento), oltre che i riferimenti normativi sulla base dei quali vengono eseguite tali rilevazioni, trattandosi di indagini obbligatorie che il Comune conduce per conto dell'Istat».
«I rilevatori – aggiunge – sono tutti dipendenti comunali, forniti di un apposito cartellino, che operano al di fuori del normale orario di lavoro oppure rilevatori gestiti da Istat, che comunque prima di procedere alla rilevazione si rivolgono all'ufficio Statistica del Comune, dove vengono raccolti i loro nominativi e copie dei loro cartellini».
Anche nel caso delle indagini statistiche condotte con intervistatori gestiti direttamente da Istat, una lettera di preavviso dell'Istituto nazionale anticipa la rilevazione.
«Inoltre – conclude – Istat tende a non pubblicizzare le date delle rilevazioni campionarie, proprio per evitare che malintenzionati approfittino della situazione; solamente in occasione dei Censimenti generali vengono coinvolti giornali e mass-media in quanto sarebbe difficile raggiungere anticipatamente tutte le famiglie italiane».
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