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Stop ai matrimoni gay Vecchi striglia Alfano

Stop ai matrimoni gay Vecchi striglia Alfano

La nota del ministro annulla il via libera a Reggio sulle trascrizioni delle unioni Il sindaco: «Mi aspetto una legge di civiltà». L’Arcigay: pronti a scendere in piazza

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REGGIO EMILIA. «Da un governo di centrosinistra mi aspetto un legge di civiltà che adegui il nostro paese in materia di diritti civili alle democrazie più avanzate». Appena un mese fa il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, aveva firmato la delibera con la quale il consiglio comunale di Reggio - non senza contrasti - aveva dato il via libera alla trascrizione all’anagrafe dei matrimoni contratti all’estero da cittadini reggiani dello stesso sesso. Ieri, però, è giunta la circolare firmata dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, che chiede l’annullamento delle trascrizioni in tutta Italia. Un dietro front calato dall’alto, che scatena una dura opposizione a Reggio, protagonista di una battaglia sulle unioni gay tradotta a settembre nella delibera comunale. «Non servono le circolari interpretative ministeriali - ha dichiarato ieri Vecchi - serve una legge che dia risposte al bisogno di riconoscibilità della dignità delle persone e dei loro affetti. Alfano mi dovrebbe spiegare per quale motivo trascrivere un matrimonio gay è un problema di ordine pubblico come oggi previsto dalla normativa vigente. I sindaci e i consigli comunali hanno agito per accelerare una risposta ad un vuoto. Alfano faccia una legge non una circolare».

A portare la mozione in consiglio fu l’esponente di Sel Lucia Lusenti, che non lascia spazio agli equivoci: «Noi siamo alleati in consiglio con il Pd, dal quale ci aspettiamo una presa di posizione dopo le dichiarazioni di Alfano. La mozione non può e non deve essere stracciata».

La strada per giungere alle trascrizioni è sempre stata irta di ostacoli, con forte dissenso anche da parte di alcuni membri della maggioranza in consiglio comunale, cattolici in testa.

«La nota di Alfano non tiene conto della volontà popolare- afferma Fabiana Montanari, presidente dell’Arcigay di Reggio Emilia - Per questo ci stiamo organizzando: siamo pronti a scendere in piazza anche a Reggio se necessario. Non siamo più disposti a farci pestare i piedi. Quella in atto è una guerra tra partiti, che rimette in gioco ancora una volta le nostre vite».

Resta da capire, però, quale sarà l’effetto della circolare che ieri Alfano ha firmato e inviato a tutti i prefetti del Paese. In teoria, il prefetto vicario di Reggio, Adriana Cogode, dovrà rivolgersi al sindaco chiedendo - come affermato da Alfano - «il ritiro formale e la cancellazione delle trascrizioni. In caso di inerzia - ha detto il ministro - si procederà all’annullamento d’ufficio». «Contatteremo i 1.500 firmatari della nostra mozione di Reggio e andremo a protestare tutti insieme - conclude Montanari - Reggio Emilia è una città civile e contraria alle discriminazioni. Ci sono persone che da più di 20 anni combattono per i loro diritti. Non siamo disposti ad aspettare». (e.l.t.)

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