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Castelnovo commemora i deportati di 70 anni fa

Castelnovo commemora i deportati di 70 anni fa

Nel 1944 i tedeschi radunarono 80 uomini nel teatro e li mandarono in Germania Molti morirono. Domani sera la cerimonia e uno spettacolo dedicato a Pertini

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CASTELNOVO MONTI. Domani, venerdì 10 ottobre, il Teatro Bismantova celebrerà e ricorderà un momento importante della propria storia. Ricorre infatti in questi giorni il 70° anniversario della deportazione di decine di uomini dell’Appennino, che vennero rastrellati e richiamati con l'inganno, rinchiusi proprio nel teatro di Castelnovo per poi essere avviati ai campi di lavoro in Germania: manodopera sfruttata dal Reich in condizioni disumane, tanto che furono diversi coloro che non fecero più ritorno.

Fin dal settembre 1944 erano stati diversi i rastrellamenti e le rappresaglie nazifasciste sul territorio appenninico. Tra il 29 e il 30 settembre, gli stessi giorni della strage di Marzabotto, sul versante reggiano ci fu l'incendio di Roncroffio e l'uccisione di quattro abitanti del borgo. Il colpo di coda dei rastrellamenti in quest'area si registrò con gli avvenimenti di Castelnovo: il 6 e 7 ottobre diversi civili furono catturati e concentrati nel teatro. Per impadronirsi di ulteriore forza-lavoro, poi, i tedeschi sbarrarono le vie d'accesso del paese e diffusero la voce secondo cui per poter entrare ed uscire da Castelnovo era necessario un lasciapassare rilasciato dalle autorità germaniche.

Attraverso questo stratagemma, tutti gli uomini del paese e quelli degli abitati limitrofi furono costretti a presentarsi in teatro. La sera del 10 ottobre, 80 di loro intrapresero il viaggio che li avrebbe condotti in Germania, passando per il campo di Fossoli, Peschiera ed Erfurt, dove furono poi smistati nei vari campi di lavoro.

Sulla facciata del Teatro Bismantova, una lapide riporta tutti i nomi dei castelnovesi deportati quel giorno e poi periti nei campi di prigionia: Inello Bezzi, Roberto Carlini, Armando Casali, Attilio Coli, Pietro Comastri, Vito Del Rio, Ezio Ferrarini, Dante Giglioli, Ferdinando Guglielmi, Anselmo Guidi, Renato Guidi, Lino Mailli, Augusto Manfredi, Giuseppe Manfredi, Ennio Pedori, Dino Peretti, Pierino Peretti, Remo Pignedoli, Ugo Primavori, Gim Aldo Reggioni, Guido Rivi, Ultimio Rivolvecchi, Mario Romei, Pierino Ruffini, Ferruccio Santi, Ugolino Simonazzi, Giuseppe Tagliati, Francesco Toschi, Ermete Zuccolini.

Per ricordare questo momento, inciso nella storia del paese e nella memoria della comunità, domani è in programma la prima giornata di un nuovo ciclo di appuntamenti organizzati dal Teatro Bismantova sotto il titolo di "Ri-cor-dare", dedicati alla memoria. Negli stessi locali che 70 anni fa ospitarono i montanari imprigionati, alle ore 21 sarà proposto uno spettacolo dedicato ad un grande protagonista della Resistenza, che poi divenne il presidente probabilmente più amato della storia repubblicana: Sandro Pertini. L'attore reggiano Mauro Bertozzi (che con Gianni Furlani ne cura la regia) racconterà, accompagnato dalle immagini curate da Gualtiero Venturelli e dalle musiche di Tiziano Bellelli ed Emanuele Reverberi, la vita di questo grande italiano. Ingresso 7 euro, abbonati 5 euro.

Sempre domani, alle ore 18.30 nei locali del teatro sarà inaugurata anche una mostra sull'Aviatore di Bismantova "Quando i ricordi diventano Storia: Alceo Francesco Toni". L’esposizione resterà visitabile fino al 3 novembre e proporrà anche alcune interessantissime vedute aeree di Castelnovo e dell'Appennino durante gli anni del ventennio.

Luca Tondelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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