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La storica Reggia di Rivalta immersa nella giungla

Luciano Salsi
La storica Reggia di Rivalta immersa nella giungla

Il bosco urbano “Carlotta d’Orlèans” è ridotto a una discarica con l’erbaccia che impedisce di accedere alle panchine

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REGGIO EMILIA. Dovrebbe essere un bosco urbano, cioè un'area verde piantumata con essenze autoctone, tali da ricreare la vegetazione spontanea della nostra pianura, ma accessibile e fruibile dai cittadini per trascorrere lunghe pause rilassanti all'aria aperta. In realtà è una sterpaglia disordinata che quasi impedisce il passaggio e allontana anche i pochi temerari a causa dei rifiuti sparsi un po' ovunque. Tale è lo stato del bosco urbano denominato "Carlotta d'Orlèans" perchè situato ai margini della reggia di Rivalta costruita all'inizio del Settecento per la sposa del futuro duca Francesco terzo d'Este.

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Una lettrice, Barbara Brigati, lo denuncia con sdegno: "Con il ridondante nome di bosco urbano Carlotta d'Orléans ai bordi della pista ciclopedonale del parco del Crostolo (vicino alla reggia di Rivalta) si trova questa giungla. Capisco che tutto ha un costo, ma qui basterebbe un decespugliatore...". In realtà probabilmente occorrerebbe una manutenzione più impegnativa. L'area in questione si trova fra la pista ciclopedonale che costeggia il Crostolo e il muro di cinta della reggia. Vi si può arrivare dalla curva di Rivalta o percorrendo la pista ciclopedonale dal parco delle Caprette.

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Quest'ultimo itinerario è molto battuto e ben curato nel tratto iniziale, vicino al ponte di San Pellegrino, ma anche nei pressi di Baragalla, dove si trova un grande prato con un piccolo bar, un vero paradiso per i tanti che vi si stendono al sole. Più su prevale la vegetazione incolta. Eppure il bosco "Carlotta d'Orlèans" è stato attrezzato con tavoli e panche di legno, che ora appaiono sommersi dai cespugli e dalle erbacce, mentre tutt'intorno lo spettacolo è ancora più deprimente. Sono tanti, infatti, i sacchetti e le bottiglie di plastica abbandonati chissà da quanto tempo dagli incivili frequentatori più o meno occasionali. Purtroppo la maleducazione e la brutalizzazione degli spazi verdi stanno diventando una regola. Se poi nessuno si prende la briga di vigilare e, ogni tanto, di pulire, la situazione si aggrava.

La nostra città non difetta certamente di verde pubblico. La sua manutenzione, però, è costosa e si scontra con le crescenti ristrettezze del bilancio comunale. Quindi l'ente locale conta sulla collaborazione dei volontari, generalmente pensionati, che se ne occupano meritoriamente. Altrimenti i tanti parchi della periferia mostrerebbero un aspetto molto meno attraente. Il bosco di Rivalta sembra non essere percepito come un bene così degno di attenzione e cura.
 

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