'Ndrangheta, arrestato imprenditore calabrese
In manette Antonino Napoli, condannato per una maxi operazione di riciclaggio. Tentò di incassare un certificato di deposito da 870 milioni di dollari dell'ex dittatore indonesiano Sukarno
RUBIERA (Reggio Emilia). È stato arrestato a Reggio Emilia Antonino Napoli, un imprenditore calabrese 60enne originario di Polistena trasferitosi nel reggiano. L'uomo era stato condannato nell'ambito della maxi operazione antiriciclaggio denominata "Artù" e condotta nell'agosto del 2011 sotto la direzione della Dda di Reggio Calabria. L'indagine portò a bloccare una colossale operazione di riciclaggio di denaro, messa in piedi attraverso l'intermediazione di esponenti di spicco della 'Ndrangheta e di Cosa Nostra. Furono venti le persone arrestate in tutta Italia con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, alla truffa e alla falsificazione di titoli di credito. Tra loro c'è anche l'imprenditore 60enne, fermato ieri dai carabinieri di Rubiera che hanno eseguito l'ordine di carcerazione.
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Antonino Napoli fu uno dei due arrestati nell'ambito della bancarotta fraudolenta legata al crac di una ceramica. Salì alla ribalta per via di un certificato di deposito già appartenuto al dittatore indonesiano Sukarno, dell'importo di 870 milioni di dollari.
Napoli infatti era già stato arrestato due anni fa nell'ambito di un'operazione antiriciclaggio messa in atto da esponenti di spicco della 'ndrangheta e di Cosa nostra siciliana. L'operazione riguardava il sequestro di un certificato di deposito emesso dal Credit Suisse per un importo di 870 milioni di dollari. In occasione del sequestro del certificato furono denunciate anche due persone ritenute vicine alla cosca dei Fazzalari - Viola - Avignone. Dagli accertamenti compiuti era poi emerso che il certificato di credito era stato aperto nel 1961 ed intestato a mister Sukarno, ex dittatore indonesiano. Le indagini effettuate dalla guardia di finanza avevano scoperto che era stata costituita una associazione criminale, tra esponenti della 'ndrangheta e di Cosa Nostra, per commercializzare titoli di credito falsi.
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