“Ambiente e Salute” avanza nuovi dubbi sul progetto del Tmb
SAN MARTINO IN RIO. L’associazione “Ambiente e Salute” di Correggio e San Martino in Rio avanza nuove perplessità al progetto del Tmb. L’impianto che vedrà la sua nascita a Gavassa (al confine con...
SAN MARTINO IN RIO. L’associazione “Ambiente e Salute” di Correggio e San Martino in Rio avanza nuove perplessità al progetto del Tmb. L’impianto che vedrà la sua nascita a Gavassa (al confine con Correggio e San Martino) dovrebbe entrare in funzione nel 2016 ma l’approvazione del progetto, già presentato nei mesi scorsi, per l’associazione non ha seguito: «Un iter per nulla lineare e corretto. Il progetto definitivo – specificano – è stato presentato più di 180 giorni dopo la presentazione del progetto preliminare e scaduti i 180 giorni il regolamento dice che l’iter dell’opera dovrebbe iniziare da capo. Questo però non è successo».
Inoltre, aggiungono «sono state presentate parecchie osservazioni da parte di associazioni e cittadini a cui è stata data una risposta complessiva anziché specifica punto per punto, come avrebbe dovuto essere, e con una tempistica di 9 mesi circa contro i 60 giorni istituzionali. Parecchie di queste osservazioni, poi, non hanno avuto risposta effettiva».
Per l’associazione «il progetto definitivo è stato stravolto» e, inoltre, «il piano regionale gestione rifiuti, non ancora approvato, ha dato indicazioni discordanti da quelle previste dalla Provincia» cosa per cui «per attenersi a queste nuove indicazioni progettuali si sarebbe dovuto riavviare da zero una nuova procedura» per salvare «la prassi legale degli iter pubblici, che a nostro avviso viene di fatto violata».
Per l’associazione, poi, le modifiche al progetto richieste dalla Regione «smentiscono le dichiarazioni fatte dalla Provincia secondo le quali con un impianto di Trattamento Meccanico Biologico si sarebbe chiuso il ciclo dei rifiuti» e ora «la funzione di questo impianto è quella di effettuare solamente un pre-trattamento per i rifiuti da smaltire poi in altre strutture, come inceneritori, discariche e impianti di compostaggio».
Il sospetto avanzato è che «i rifiuti in uscita dal Tmb verranno anche smaltiti negli impianti di incenerimento circostanti, in particolare quello di Parma» e che queste modifiche comporteranno ""un ostacolo al corretto funzionamento e al miglioramento della raccolta domiciliare». (s.p.)
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