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Masini: a chi verrà lascio un ente gioiello

Masini: a chi verrà lascio un ente gioiello

L’ormai ex presidente della Provincia detta le priorità al suo successore: scuole, strade e lavoro

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REGGIO EMILIA. Il 12 ottobre i sindaci e i consiglieri comunali eleggeranno il nuovo consiglio provinciale e già il giorno dopo il nuovo presidente (il sindaco di Poviglio Giammaria Manghi) e il suo vice (il sindaco di Correggio Ilenia Malavasi) si insedieranno. Ma non è chiaro quali saranno le funzioni assegnate alla nuova Provincia. L'attuale presidente Sonia Masini indica in scuole strade, area vasta, turismo, in previsione dell'Expo e la banda larga diffusa, le priorità di chi siederà a Palazzo Allende.

Presidente, cosa dovrà fare innanzi tutto il nuovo ente?

«Si fatica ancora fatica a capirlo. Si aspettano i decreti attuativi e bisogna tenere conto che molte delle attuali funzioni sono deleghe regionali e ogni Regione è andata per la propria strada. L'unica certezza è che fino al 31 dicembre le deleghe resteranno quelle attuali».

Quali le principali?

«L'elenco sarebbe lungo e i miei sono semplici suggerimenti perché ho totale fiducia in chi arriverà, ma le principali deleghe riguardano strade, scuole, economia, agricoltura, formazione professionale, turismo, urbanistica e pianificazione territoriale, legalità, protezione civile, caccia e pesca».

Le prime cose da fare?

«Abbiamo consegnato una Provincia con un bilancio in pareggio nonostante negli ultimi sette anni abbiamo subito un taglio nei trasferimenti di 100 milioni e restituito a Roma una parte delle tasse pagate dai reggiani che dovevano finire alla Provincia, così come la Regione non ha più effettuato trasferimenti. Ci sono alcuni investimenti già progettati ed altri per i quali l'appalto è in corso».

Il più urgente ?

«Partirei dal trasferimento dall'Istituto tecnico per geometri dal Polo scolastico di via Makallè a quello di via Fratelli Rosselli. C’è da rispettare l'impegno di spostare una scuola da un polo frequentato da 4.500 studenti e per farlo contiamo anche sul contributo della Fondazione Manodori».

Parliamo di viabilità.

«Ci sono da completare alcune tratte in Val d'Enza, la variante di Novellara per chiudere l'anelllo, quella di Fabbrico e il tratto di Cà de Frati e la variante di Calerno. Poi il secondo stralcio dei lavori a Ponterosso, vicino a Castelnovo Monti sulla statale 63, e poi resta la tangenziale nord di Reggio. Negli ultimi dieci anni abbiamo investito 420 milioni di euro per il sistema viario».

Ma ci sono compiti che la Provincia ha svolto e di cui i cittadini non sempre hanno una percezione immediata...

«Il primo su cui è fondamentale lavorare è il tema dell'area vasta per sostenere le nostre eccellenze. E andrebbe ripreso il lavoro fatto per la promozione territoriale a partire dal nostro progetto, fino all’ l'Expo».

(r.f.)

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