Gazzetta di Reggio

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«Riforma che mortifica la dignità»

Anche il sindacato Funzione Pubblica Cgil parteciperà allo sciopero del 16 ottobre

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REGGIO EMILIA. Coinvolgono anche i lavoratori del settore pubblico e della conoscenza, le attività di protesta contro il Jobs Act del governo Renzi. A Reggio, la Funzione Pubblica CGIL e la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza CGIL stanno organizzando una serie di assemblee nei luoghi di lavoro per parlare della riforma che, affermano le due segreterie, «oltre a mortificare la dignità dei lavoratori e ridurne drasticamente i diritti, moltiplica le forme di lavoro precario che nel nostro Paese sono le tra le più alte dei paesi OCSE».

Ed invitano le lavoratrici e ai lavoratori dei loro comparti a sostenere lo sciopero generale regionale proclamato dalla CGIL per il 16 ottobre per il settore privato, anche se il settore pubblico è escluso per i vincoli stabiliti dalla Legge 146/’90, e di partecipare in massa alla manifestazione nazionale CGIL del 25 ottobre a Roma.

I comparti Pubblici e della Conoscenza si definiscono «falcidiati da anni da tagli lineari e da provvedimenti restrittivi sul lavoro, posti in essere dai precedenti governi come da quello in carica». E rispondono alle accuse – spesso ripetute – che i dipendenti pubblici siano i più garantiti. «L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, peraltro già indebolito dalla riforma Fornero, essendo Legge dello Stato, tutela tutti lavoratori senza distinzione tra pubblici e privati; con la sua definitiva cancellazione si potrà cosi, come sostiene Renzi, licenziare senza giustificarne le ragioni e senza l'obbligo della reintegra», sottolineano. Senza dimenticare che «da anni i settori pubblici sono stati il terreno di sperimentazione (e i lavoratori le cavie) per la dismissione dei diritti del lavoro». (adr.ar.)

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