Gazzetta di Reggio

Reggio

Due donne violentate in zona stazione

di Chiara Cabassa

Fermati dalla polizia un nigeriano e un ghanese: ora si trovano alla Pulce accusati anche di rapina aggravata

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REGGIO EMILIA. Un nigeriano di 20 anni e un ghanese di 22 anni, sono stati fermati dalla polizia per violenza sessuale e rapina aggravata. Entrambi si trovano rinchiusi alla Pulce in attesa della convalida. Le vittime due donne 40enni, di origine colombiana, residenti in città.

«Un episodio devastante e sconcertante di violenza di genere»: ha usato queste parole ieri il vice questore Cesare Capocasa che, affiancato dal dirigente delle volanti Cosimo Romani, ha illustrato la delicata operazione di polizia «resa possibile da un meticoloso lavoro che ha visto Squadra Mobile e Volanti lavorare in assoluta sintonia». A complimentarsi con gli agenti, anche il questore Isabella Fusiello.

Sono le 21.30 di giovedì sera quando due uomini bussano alla porta di un appartamento situato nel quadrilatero della stazione. E viene loro aperto. All’intero si trovano tre donne colombiane, in regola con il permesso di soggiorno e con il contratto d’affitto, due quarantenni e una trentenne. Le intenzioni dei due uomini appaiono subito chiare. Il primo, armato di coltello che si rivelerà poi essere una scacciacani, obbliga una delle donne a spogliarsi. Lo stesso fa il secondo con un’altra delle donne presenti nell’appartamento e, di fronte ad un tentativo di sottrarsi alla violenza, va in cucina e prende un coltello con cui inizia a minacciarla. Inizia così l’ora più lunga per le due donne che vengono violentate davanti alla terza obbligata ad assistere inerme.

Ma non è finita. Non soddisfatti della violenza sessuale, i due uomini iniziano a mettere sottosopra l’appartamento cercando dei soldi o qualcosa di valore. Per poi fuggire con i pochi euro e i nove cellulari trovati. Scendendo dalle scale, uno dei uomini cade e batte la testa, mentre l’altro continua la sua fuga.

Le donne riescono a dare l’allarme e sul posto arrivano gli agenti che, sentite le loro testimonianze, le accompagnano al pronto soccorso del Santa Maria. Ed è nel Triage che dopo qualche minuto arriva un uomo di colore ferito alla testa che viene immediatamente riconosciuto dalle donne come uno dei due violentatori.

Da qui parte una vera e propria caccia all’uomo. Al secondo uomo che viene trovato dagli agenti delle volanti intorno alla mezzanotte in piazza Marconi: cerca di nasscondersi con un cappuccio, poi si avvicina alla siepe del bar Marconi. Ed è qui che gli agenti trovano la pistola scacciacani: fermano l’uomo e lo portano in Questura dove ad attenderlo c’è l’amico. Entrambi, senza permesso di soggiorno e senza documenti e ancora in via di identificazione, vengono portati alla Pulce in attesa della convalida.

Oltre l’episodio, di una gravità assoluta, il vice questore Capocasa ha sottolineato come sia stata fondamentale la collaborazione degli agenti che operano in via Turri. Proprio qualche giorno fa, infatti, gli agenti avevano notato in piazzale Marconi due individui mai visti prima e hanno quindi provveduto a controllarli: essendo senza documenti, erano stati fotosegnalati. Fondamentale, da parte degli agenti di via Turri, la conoscenza della zona e dei suoi frequentatori. Se si è arrivati al secondo uomo è stato anche grazie alle informazioni raccolte da questo ufficio di presidio del territorio. «Siamo arrivati a fermare i malviventi - conclude Caposasa - ma a fatti avvenuti. C’è ancora molto da fare a livello di denunce, di prevenzione e di informazione».

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