Il Comune di Reggio: «Tmb, rispettate tutte le regole»
CORREGGIO. «Nonostante il progetto revisionato relativo al solo trattamento meccanico non sia soggetto a procedure di Via e Aia (di valutazione dell’impatto ambientale, ndr) non di meno esso assicura...
CORREGGIO. «Nonostante il progetto revisionato relativo al solo trattamento meccanico non sia soggetto a procedure di Via e Aia (di valutazione dell’impatto ambientale, ndr) non di meno esso assicura un’alta tutela ambientale e l’utilizzo delle migliori tecniche disponibili».
E’ così che il Comune di Reggio risponde all’attacco del comitato “Ambiente e Salute di San Martino in Rio e Correggio” che ha ha sollevato diversi dubbi sull’impatto dell’impianto che sorgerà a Gavassa nel 2016. Il comitato ha premuto sull’iter burocratico legato alle autorizzazioni ma su questo il Comune di Reggio mette le mani avanti e precisa che «sono state fatte le pubblicazioni previste dalla legge per il Tmb, tant’è che si è risposto alle osservazioni presentate» e che «l’impianto approvato è solo quello del trattamento meccanico, che è una parte dell’originario progetto Tmb già pubblicato». «Le norme – aggiunge il Comune – non prevedono che il progetto definitivo dovesse essere presentato entro 180 giorni dal progetto preliminare a pena di decadenza» e per questo «tutti i termini del procedimento adottato non sono perentori e quindi possono essere superati, laddove vi sia un ragionevole motivo, senza invalidare il procedimento». «In tal senso – aggiunge l’amministrazione – è stato ragionevole e doveroso sospendere la procedura a marzo, quando è stato pubblicato il piano regionale dei rifiuti adottato, per un necessario confronto con la Regione onde superare la condizionalità espressa dal piano medesimo riguardo al Tmb e poi riprendere a giugno, una volta ottenuti i chiarimenti regionali, col progetto revisionato e senza ripartire da zero».
Ritornando, poi, sui dubbi elencati dal comitato, per quanto riguarda il traffico il Comune ricorda che «tra le varie prescrizioni vi è quella di seguire determinati percorsi, indicati dai Comuni, da parte dei mezzi di raccolta diretti all’impianto, inserendo tale obbligo nei contratti con i trasportatori» mentre per quanto riguarda la quantità di rifiuti da utilizzare in impianto, «l’autorizzazione è per 105mila tonnellate l’anno nel periodo transitorio (cioè nel periodo di completamento della raccolta differenziata su tutto il territorio provinciale) e per 87mila nel periodo a regime». (s.p.)
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