La Masini dà l’addio e blinda gli stipendi dei suoi ex dipendenti
Folla e commozione al commiato della presidente della Provincia uscente. Poco prima giunta lampo per ratificare il patto coi sindacati
REGGIO EMILIA. «Da lunedì ci sarà un nuovo presidente della Provincia e incomincerà una nuova storia, anche se non sappiamo come verrà scritta perché mancano ancora le norme che regoleranno questo ente». Sonia Masini ha usato parole mirate, ieri, davanti a una platea di 400 persone che hanno preso parte al suo commiato ufficiale da presidente della Provincia di Reggio Emilia.
Un evento organizzato nei minimi dettagli dall’esponente del Pd in persona, che per dieci anni ha tenuto saldamente in mano l’ente di Palazzo Allende, riformato ora dalla legge firmata dall’ex sindaco di Reggio Graziano Delrio. Domenica si voterà il nuovo consiglio provinciale, formato da amministratori locali, che soppianteranno l’elezione da parte dei privati cittadini.
Prima di sciogliere le righe, però, Masini ha portato a termine i suoi compiti istituzionali, organizzando la sua ultima giunta provinciale alle 17, sempre al Malaguzzi, giusto un’ora prima dell’inizio della grande cerimonia scandita da una serie di video inframezzati da commenti a voce, con i quali ha ripercorso la sua storia politico-amministrativa.
Tra i tanti punti approvati dall’ultima giunta dell’era Masini c’è stata l’attesa ratifica dell’accordo con i sindacati che regola il trattamento economico dei 370 dipendenti della Provincia nel caso in cui dovessero essere trasferiti in futuro in altra sede. Da oltre un anno, infatti, si parla di un possibile accorpamento dell’ente con quello di Modena, che resta solo in ipotesi. Comunque, per recepire la legge nazionale, la giunta ha assicurato ai dipendenti reggiani un guadagno che non potrà essere inferiore all’ultimo salario liquidato ad oggi. Una sorta di paracadute che dovrà essere rispettato nel caso in cui ci fossero passaggi di personale con eventuali adeguamenti al ribasso dei livelli salariali.
Il vero rammarico, per l’ormai ex presidente, è non aver potuto offrire ulteriori sicurezza agli impiegati dell’ente, che passerà con buona probabilità in mano a Giammaria Manghi, sindaco di Poviglio, erede designato dal Pd, presente ieri alla cerimonia. Peggio è andata però ai cosiddetti articoli 90, una decina di persone che erano assegnate allo staff istituzionale e alla presidente, lasciati quasi tutti a casa lo scorso giugno.
Anche per questo motivo, quelle di Masini è stato un addio sofferto, aperto con l’inno nazionale e quello europeo, cantato in prima fila da gli esponenti delle istituzioni reggiane, che non sono voluti mancare all’appuntamento. Masini, dal canto suo, ha ringraziato le forze dell’ordine, la prefettura, i sindaci ai quali lascerà il testimone. Con un avvertimento: «Noi abbiamo fatto tanto faticando molto - ha detto - perché le risorse sono sempre più scarse». Ora, per lei, resta in cima l’obiettivo di un posto nel nuovo consiglio regionale, per ottenere il quale dovrà lottare a denti stretti.
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