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Piazza Fontanesi, l'Ausl sequestra i formaggi ai contadini. Clienti in rivolta

Enrico Lorenzo Tidona
Piazza Fontanesi, l'Ausl sequestra i formaggi ai contadini. Clienti in rivolta

Gli ispettori contestano il taglio di formaggi e salumi sui banchi del Mercato del Contadino. Dopo aver staccato alcuni verbali si allontanano per le proteste degli avventori

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REGGIO EMILIA. Il Parmigiano Reggiano, il crudo di Parma piuttosto che il salame di Felino o le ricotte fresche prodotte in Appennino, non possono essere tagliati davanti agli occhi dei clienti nonostante il banco sia allestito secondo le norme di legge. Una regola che, fino a ieri, sembrava sconosciuta ai più, soprattutto ad alcuni contadini e produttori diretti presenti in Piazza Fontanesi, dove sono giunti verso le 10.30 tre ispettori dell’Ausl di Reggio Emilia, che hanno sanzionato - loro malgrado - alcuni casari che da anni si trovano al sabato mattina al Mercato del Contadino, diventato ormai un’istituzione in città.

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La quiete che solitamente regna tra i banchi sui quali sono esposti prodotti biologici e a chilometri zero, è stata interrotta dalla baraonda seguita ai controlli. Vista la situazione, infatti, a prendere le difese dei contadini sono stati i loro stessi clienti, che dopo aver capito la situazione hanno cominciato a inveire contro i funzionari dell’Igiene Pubblica, che si sono dovuti allontanare guardati a vista - secondo quanto ricostruito in seguito - dagli agenti della Polizia Municipale.

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«E' assurdo - spiega Riccardo Marcolini, produttore diretto di formaggi del caseificio Le Capre della selva romanesca, azienda agricola biologica di Frassinoro - Questo è il quarto controllo in pochi mesi. Non sono mai stato sanzionato e nemmeno avvertito di questo divieto di porzionare i formaggi in piazza. Il nostro caseificio è presente in 40 piazze, da Reggio a Modena fino a Bergamo, e questo divieto mi risulta essere attivo solo qui, in piazza Fontanesi. Poco tempo fa l’Ausl di Sassuolo ci ha fatto perfino i complimenti durante un controllo. Il Comune di Reggio ha la mia email, con la quale ci devono comunicare gli avvisi. Ora viene fuori che il 28 agosto scorso l’amministrazione ha emesso una circolare in merito che riguarda solo il mercato del sabato di Piazza Fontanesi. Io, per, non ho mai ricevuto nulla e ora mi trovo con il formaggio sequestrato, un verbale dell’Ausl e una multa della quale non conosco ancora l’importo. Rimango senza parole per questo accanimento».

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Marcolini è nell’angolo “bio” del mercato, tra le piazzole libere. Il resto dei posti, invece, sono di pertinenza delle associazioni di categoria, che li assegnano ai propri iscritti, come Tobia Zagnoli, 29 anni, da 6 diventato produttore di formaggi caprini a Villa Minozzo. «Sono tre anni che vengo qui tutti i sabati, mi sveglio alle quattro del mattino e scendo con i prodotti freschi dalla montagna - racconta il giovane produttore - Io ho ricevuto la nota del 28 agosto emessa dal Comune, me l’ha girata la mia associazione a settembre. Ci è sembrato un vincolo, sul quale abbiamo chiesto spiegazioni. Qual è il rischio che corre il consumatore se gli taglio il pezzo di formaggio in sua presenza? Usiamo i coltelli e i taglieri previsti dalla normativa, li puliamo come prescritto, non abbiamo ricevuto mai multe fino all’emissione di questa carta del Comune. Adesso ci dicono che dobbiamo arrivare al Mercato del Contadino con i prodotti già tagliati e messi sottovuoto. Certo, così inquiniamo di più e dobbiamo aumentare i prezzi. Così faranno morire una bellissima realtà e una risorsa reggiana, dalla quale dipende una parte consistente della mia giovane azienda».

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Nei prossimi giorni, le categorie chiederanno subito un confronto con il Comune. «Non si tratta di un regolamente ad hoc dell’amministrazione ma del rispetto delle leggi in materia -spiega l’assessore al Commercio Natalia Maramotti- La circolare che abbiamo pubblicato il 28 agosto ribadisce un concetto che avevamo già spiegato alle associazioni di categoria. Sappiamo anche che al Mercato del Contadino ogni tanto degli agricoltori non sono così inclini a rispettare le regole. Forse, in passato, siamo stati più tolleranti. Ma quando si tiene un condotta poi non ci si deve certo meravigliare. Anche i negozi stabili della piazza rispettano le regole».

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