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Riforma del lavoro: Coop e Cgil ai ferri corti

Riforma del lavoro: Coop e Cgil ai ferri corti

La Lega regionale: «Non ci sono argomenti tabù, compreso l’articolo 18». Il sindacato: «Chiedete collaborazione e intanto stracciate i contratti»

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REGGIO EMILIA. I rapporti tra Legacoop Emilia Romagna e la Cgil regionale sono ai minimi termini. Si è innescato infatti un braccio di ferro a distanza che segna una frattura impensabile fino a poco tempo fa tra le due realtà sindacali, andate quasi sempre a braccetto.

A dare fuoco alle polveri è stata la polemica incrociata sulla riforma del lavoro. Materia caldissima, come indica la risposta inviata ieri dalla Cgil dell’Emilia Romagna alla Lega per mano di Antonio Mattioli (responsabile politiche), che prende le mosse anche dalla disdetta del contratto integrativo avvenuto via fax ai lavoratori della cooperativa Cormo di San Martino.

«Le dichiarazioni del presidente Legacoop Emilia Romagna Giovanni Monti, apparse sulla stampa dopo la nostra decisione di proclamare lo sciopero generale il prossimo 16 ottobre, con le quali chiede al sindacato di superare le “esibizioni muscolari” e di collaborare per far ripartire il paese, cadono nel vuoto e si dimostrano già oggi non vere, visto che le cooperative associate alla Lega disdettano i contratti mentre lui si affretta a richiamare la collaborazione tra le parti sociali. E' successo nei mesi scorsi nel settore della distribuzione e ieri nelle cooperative reggiane e modenesi Cormo e Coop Legno, fuse in Open.Co, che con un'azione unilaterale hanno avviato una procedura di recesso dei contratti aziendali, con l'obiettivo di ridurre salario e diritti ai lavoratori».

Proprio Monti, due giorni fa, aveva dichiarato - riferendosi alla Camera del Lavoro - che «non ci devono essere argomenti tabù, compreso l’articolo 18 e tutte le riforme necessarie al Paese, ma la priorità è creare lavoro e dare un futuro ai giovani. Non è il momento degli scontri ma della collaborazione tra le parti sociali». «Noi stiamo proponendo di dare piena applicazione alla legge regionali sugli appalti - rispone la Cgil - per alienare le cooperative spurie che operano nell'illegalità e producono dumping contrattuale sulla pelle dei lavoratori. Chiediamo anche di dare continuità al tavolo regionale sulla cooperazione edile per condividere un progetto di riorganizzazione. Proponiamo anche un lavoro comune sul valore della legalità mentre da parte della cooperazione riscontriamo la mancata applicazione dei contratti nazionali (soprattutto nel settore della logistica), l'indisponibilità a riprendere il tavolo regionale sulla cooperazione edile, la disdetta dei contratti collettivi. Le radici della cooperazione, richiamate da Monti, non hanno nulla a che fare con la disdetta dei contratti e con il disegno presente nel Jobs act».

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