Gazzetta di Reggio

Reggio

REGGIO EMILIA

Mafie e opere pubbliche, Zito avverte: «E' allarme sul massimo ribasso negli appalti»

Enrico Lorenzo Tidona
Mafie e opere pubbliche, Zito avverte: «E' allarme sul massimo ribasso negli appalti»

Il comandante dei carabinieri: «Possibilità di inserire norme più stringenti per tutelare i comuni e vigilare sulle infiltrazioni»

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. La costruzione della scuola media di Montecchio non è ancora terminata a causa della revoca dell’appalto a un’azienda che aveva vinto la gara con un ribasso del 23%, salvo poi non riuscire a coprire i costi del cantiere. Un esempio, forse il più eclatante in questi mesi, che pone seri dubbi sull’utilizzo del massimo ribasso negli appalti pubblici. Pratica osteggiata dalle stesse aziende edili e che, come avverte il comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia Paolo Zito, presta spesso il fianco a pratiche illecite e a infiltrazioni mafiose.

Comandante Zito, cosa ne pensa del caso della scuola di Montecchio, opera rimasta ancora incompiuta?
«Sul caso di Montecchio Emilia non posso esprimere alcuna valutazione nel merito in quanto non conosco nel dettaglio gli atti relativi al bando e le procedure seguite da quell’amministrazione. Resta il fatto che un'opera pubblica importante come una scuola non è stata ancora completata ed allora si può prendere spunto da questo caso per capire cosa possono fare i comuni della nostra provincia per evitare di incorrere in situazioni analoghe considerato che nel settore degli appalti si possono insinuare forme di corruzione e infiltrazioni mafiose. È notorio che la criminalità organizzata determina emergenze rappresentate sempre più dalla penetrazione nell'economia legale e dalle connesse condotte corruttive nei confronti dei pubblici funzionari, con conseguente infiltrazione nella pubblica amministrazione. Queste valutazioni sono state esposte proprio pochi giorni fa dal procuratore nazionale Antimafia Roberti in occasione del convegno promosso dai giovani di Cortocircuito. Sul tema, di grande rilevanza atteso che il settore dei contratti pubblici muove il 7% del Pil nazionale, devo dire che la sensibilità espressa dalla Prefettura di Reggio Emilia e dagli enti locali si è rilevata molto proficua ed ha portato alla sottoscrizione di protocolli di legalità (anche per il comune di Montecchio) già da diversi anni. Questi protocolli, pur non prevedendo sanzioni, impegnano le amministrazioni comunali ad incrementare le misure di contrasto ai tentativi di infiltrazione mafiosa, garantendo altresì la trasparenza nelle procedure di affidamento e di esecuzione delle opere. Si tratta in sostanza di clausole molto stringenti che i comuni, come stazioni appaltanti, devono prevedere nel bando di gara, nel contratto di appalto o concessione o nel capitolato».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.10102814:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10102814:1649455582/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il ricorso al massimo ribasso è pratica comune negli appalti pubblici ed è dovuto anche alla riduzione delle risorse delle amministrazioni. Come si dovrebbe tutelare un comune - e il territorio reggiano - per evitare ritardi, insoluti e cattive sorprese?
«Ovviamente questo tipo di procedure offrono ancora più spazio a tentativi di infiltrazioni della criminalità ma alcuni accorgimenti possono sicuramente essere adottati dai comuni. Bisogna anche rendersi conto che la normativa di riferimento è in continua evoluzione, molto tecnica e prevede tempi di applicazione non celeri. In una prospettiva di piena collaborazione ho già indicato in Prefettura - che resta la cabina di regia per qualsiasi iniziativa al riguardo - la possibilità di aggiornare i protocolli vigenti inserendo ulteriori clausole già previste dal Codice degli Appalti Pubblici. Superate infatti le verifiche sulle certificazioni antimafia quando un'offerta appare anormalmente bassa è possibile per le stazioni appaltanti (i comuni) richiedere all'offerente eventuali giustificazioni aggiuntive che possono riguardare, ad esempio, l'economia del procedimento di costruzione, del processo di fabbricazione, del metodo di prestazione del servizio eccetara. E' altresì possibile per la stazione appaltante, prevedendolo nel bando di gara, istituire una commissione per esaminare le giustificazioni prodotte e procedere eventualmente all’esclusione dell'offerta dopo aver verificato l'anomalia. Da evidenziare inoltre che l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha recentemente predisposto un bando tipo che contempla prescrizioni specifiche e che può essere preso in considerazione. Ovviamente si tratta di ulteriori cautele anche se i rischi di infiltrazione si manifestano in forme diverse e spesso in modo molto più evoluto. Per esempio in altri contesti territoriali è stato rilevato il rischio che le organizzazioni criminali abbiano partecipato al finanziamento delle imprese affidatarie dei lavori, sia in regime di projet financing, sia nel caso di affidamento al general contractor. In questo caso il finanziamento potrebbe avvenire con l'immissione nel circuito societario dell'impresa (affidataria dei lavori) di capitali di provenienza illecita (con conseguente riciclaggio) o mediante la costituzione o l'incorporazione di imprese, apparentemente regolari, gestite da prestanomi o controllate dalla criminalità organizzata».

Il sindaco Luca Vecchi effettuerà d'ora in poi le verifiche antimafia prima della stipula della convenzione urbanistica e non solo alla vigilia dell'inizio dei lavori come accade oggi. E'una risposta valida per arginare la criminalità?
«E' una iniziativa senz'altro molto apprezzabile. Qualsiasi forma di anticipazione delle verifiche antimafia consente di individuare forme di interessi illeciti per tempo e quindi di poter adottare le necessarie cautele. Ovviamente questo non basta. La criminalità entra anche nella fase di realizzazione del lavoro pubblico attraverso i collaudati meccanismi dei subappalti e sub affidamenti di ogni genere. Questo genere di attività spesso legate al territorio offrono alle organizzazioni criminali possibilità di inserimento. Come già anticipato è necessario anche che i controlli siano di natura strettamente tecnica sulla qualità dei lavori e delle forniture realizzate. La mafia si arricchisce sulla bassa qualità dei materiali forniti alle imprese appaltanti. Dobbiamo ricordarci molte vicende riguardanti “crolli” di opere pubbliche causate dall'utilizzo di materiale scadente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google