Ecco lo stabilimento da 45 milioni di tigelle
Festa e taglio del nastro per la nuova sede della gastronomia Piccinini. Impianti rinnovati e aumento di personale per una delle ditte simbolo
BAISO. Centinaia di persone hanno preso parte all’inaugurazione del nuovo stabilimento della “Gastronomia Piccinini” di Baiso. Il nastro tricolore è stato tagliato dal sindaco, Fabrizio Corti, il quale ha evidenziato l’importanza di una simile occasione per il territorio della valle del Secchia.
«E’ una grande soddisfazione – ha sottolineato il primo cittadino – in un momento di crisi economica come questo, inaugurare un nuovo stabilimento che garantisce occupazione e al tempo stesso lavoro a tantissime aziende nel settore dell’agroalimentare del territorio».
Numerose le autorità presenti da Stefano Landi presidente della Camera di commercio, a Nunzio Dallari presidente della Cna provinciale, Gianluca Rivi presidente dell’Unione Tresinaro Secchia.
L’ultimo ampliamento ha permesso di portare a oltre mille metri di superficie l’area dedicata alla produzione. L’azienda, gestita a livello famigliare, vanta il record di essere fra le maggiori produttrici di tigelle e gnocco fritto in Italia e di aver realizzato un tipo di tortellini e di pasta che possono essere consumati anche dai celiaci. Il 2014 è stato per la “Gastronomia Piccini” un anno di crescita. I dipendenti, quasi tutte donne, sono passati da 35 a 40 il volume delle vendite è aumentato del 10% con un fatturato che raggiungerà gli otto milioni di euro.
Grazie ai nuovi impianti e alle nuove celle frigorifere che sono stati realizzati, la produzione potrà rispondere alle nuove richieste.
Esistono mercati in piena espansione come quello della tigella che sta conquistando tantissime città e regioni d’Italia. Per dare un’idea di questa crescita esponenziale, basta citare il dato che sei anni fa la “Gastronomia Piccinini” produceva circa 9 milioni di pezzi all’anno. Quest’anno, per fare fronte alle nuove richieste, la produzione ha raggiunto la vetta dei 45 milioni di pezzi, di uno dei simboli del territorio a cavallo tra Modena e Reggio.
Paolo Ruini
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