«Il bimbo non è morto di meningite»
L’ha accertato il medico legale e il pm ha avviato ulteriori accertamenti per capire quale sia il batterio-killer
SCANDIANO. Dall’autopsia arriva la svolta che non ti aspetti: nella notte fra il 30 settembre e il primo ottobre il bimbo scandianese di 8 mesi non è morto perché piegato dalla meningite.
Il medico legale che ha effettuato l’esame autoptico ne è certo e l’ha già comunicato al pm Maria Rita Pantani, titolare dell’inchiesta per omicidio colposo che vede indagati 5 medici (la pediatra di famiglia e quattro dottori ospedalieri). A questo punto il magistrato ha chiesto ulteriori accertamenti per capire com’è morto il piccolo. Al momento, quindi, di certo c’è solo che quel bimbo di otto mesi è spirato all'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, dove era stato portato in tutta fretta quando, dopo alcune ore di febbre alta, le sue condizioni erano peggiorate ulteriormente.
A Reggio era arrivato privo di sensi e non si è mai ripreso, morendo attorno alla mezzanotte nella costernazione dei medici e degli infermieri che per ore hanno tentato di salvarlo. A causarne il decesso, una sepsi provocata quasi certamente da un'infezione.
Non si sa ancora quale tipo di batterio abbia contaminato il piccolo ed è su questa “pista” che stanno proseguendo gli approfondimenti. Esclusa la meningite da meningococco, il medico legale sta cercando di capire quale si stata l’infezione-killer. Il pm Pantani ha sequestrato le cartelle cliniche riferibili al bimbo morto e i carabinieri – che hanno sentito i familiari – hanno accertato che il piccolo non era mai stato vaccinato, nonostante i solleciti dell’Ausl.
Da parte loro le direzioni di Ausl e Santa Maria Nuova hanno preso decisamente posizione, specificando in una nota diffusa il 3 ottobre che “ogni ombra o dubbio sul comportamento dei professionisti coinvolti sono privi di fondamento”. Una difesa che le due direzioni specificano ancor meglio: “I professionisti coinvolti, nonostante il grandissimo impegno profuso, non sono riusciti ad evitare la tragedia, a causa della gravità del quadro clinico e del rapidissimo, progressivo, irreversibile deterioramento degli organi colpiti. Questa drammatica vicenda ha profondamente e comprensibilmente turbato i medici e gli infermieri – concludono Ausl e ospedale di Reggio – che hanno prestato le cure al piccolo e che si uniscono al dolore della famiglia”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
