Ora la Statale 63 diventa un libro di storie e immagini
CASTELNOVO MONTI. Un viaggio, tra spazio e tempo, lungo una strada che viene percorsa quotidianamente da centinaia di persone, ma il più delle volte viene sovrappensiero. E così quello che passa...
CASTELNOVO MONTI. Un viaggio, tra spazio e tempo, lungo una strada che viene percorsa quotidianamente da centinaia di persone, ma il più delle volte viene sovrappensiero. E così quello che passa intorno si guarda, ma non si vede. Invece di cose da vedere ce ne sono tante lungo la Statale 63: è la strada che è al centro del nuovo libro con le immagini (circa 500) di James Bragazzi, fotografo casinese molto conosciuto e apprezzato e i testi (63, ovviamente non un caso) di Clementina Santi, che si muovono tra la storia e le storie che gravitano attorno alla spina dorsale della provincia reggiana.
Il volume, pubblicato in una veste editoriale davvero prestigiosa da Tecnograf, è stato presentato sabato mattina al Teatro Bismantova, alla presenza degli autori, del vice Sindaco di Castelnovo Monti Emanuele Ferrari e della presidente della Provincia Sonia Masini. Di «geografia e storia affettive« che sottostanno all’opera, che «attinge al nostro senso di appartenenza» ha parlato Ferrari, mentre Bragazzi ha ripercorso la lunga gestazione del volume, avviata nel 2008 e poi sviluppatasi attraverso diversi mesi di uscite, con ogni clima e ogni condizione di luce, per percorrere tutto il tragitto della 63, da Aulla a Gualtieri, a piedi, per coglierne anche quei dettagli che ad una percorrenza veloce possono sfuggire.
Clementina Santi ha sottolineato come parlando della statale si possono affrontare molti temi, da quelli della grande storia passata di qui, da Dante Alighieri ai percorsi utilizzati anticamente e poi abbandonati, fino alla Resistenza, e alle piccole storie di persone e leggende, della religiosità delle comunità locali attraverso le molte maestà che si incontrano. «Per noi la statale 63 – ha affermato Sonia Masini – non è una strada dalla valenza locale, bensì europea. E può continuare ad esserlo per il turismo, i commerci, il lavoro. Ora con la Mediopadana Reggio è a 40 minuti da Milano e se alla fine dei lavori in corso sulla statale davvero, come ci dicono i tecnici, la percorrenza verrà ridotta di circa 15 minuti, vorrà dire che l’Appennino sarà strettamente legato a città e territori che anni fa impiegavano ore ed ore per essere raggiunti».
La conclusione della mattinata ha visto una visita guidata sui cantieri in via di conclusione tra Croce e Ca’ del Merlo, la cui consegna è prevista in novebre. (l.t.)
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