Cormo, senza integrativo stop al rilancio
Lavoratori in assemblea contro Open.co. Organizzato un pullman per la manifestazione nazionale
SAN MARTINO. Erano 170 i lavoratori della Cormo che ieri hanno votato la linea d’azione contro la decisione dei vertici di Open.co, nuova società nella quale la coop di San Martino si è fusa e dalla quale è giunta nei giorni scorsi la disdetta del contratto integrativo via fax. Un precedente grave, secondo i lavoratori, che hanno però votato una linea morbida durante l’assemblea di ieri. «I dipendenti hanno scritto un ordine del giorno nel quale ricordano che non c’è un padrone unico in Open.co - dice Rudi Zaniboni della Fillea-Cgil - ma tutti i soci sono padroni di questa realtà in crisi e per la quale abbiamo varato un piano di rilancio difficile ma nel quale crediamo molto». Ieri è stata ribadita l’intenzione di richiedere un incontro a breve finalizzato al ritiro della disdetta del contratto aziendale. «I lavoratori sono assolutamente contrari sia al merito che alle modalità utilizzate per la disdetta - conferma il sindacalista - L’incontro, si badi bene, non sarà all’acqua di rose. I lavoratori ci saranno solo se l’azienda si presenterà con il ritiro formale della disdetta. La nostra è un’apertura ma non una cambiale in bianco. Qui bisogna ridiscutere il piano industriale».
Azioni di protesta più incisive sono ritirate al momento, salvo la partecipazione alla manifestazione della Cgil a Roma del 25 ottobre, per la quale i dipendenti della Cormo stanno organizzando un pullman.
In tutto gli addetti della Cormo sono 370, tutti coperti da cassa integrazione e contratti di solidarietà. Alcuni hanno manifestato l’intenzione di chiedere una presa di posizione da parte di Legacoop rispetto ai vertici della nuova società. (e.l.t.)
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