Costa difende le scelte: «Non ho debiti da pagare»
Il segretario del Pd risponde a chi lo accusa di aver distorto il volere dei circoli: «Alle assemblee i due esclusi sono stati gli unici a ricevere anche bocciature»
REGGIO EMILIA. «Ha scelto la direzione, che in questi casi è l’organo sovrano». Di ritorno da un viaggio - rimasto a metà per via del nubifragio - verso Bologna dove avrebbe dovuto partecipare alla riunione di tutti i segretari provinciali del Pd, Andrea Costa sembra non aver voglia di replicare a chi lo accusa di non aver tenuto nella giusta considerazione l’opinione dei circoli. Poi però, il numero uno di via Gandhi replica punto su punto.
Segretario, non crederà di cavarsela scaricando la responsabilità sulla direzione...
«La segreteria ha formulato una proposta, che la direzione ha finito per sottoscrivere».
Eppure le “nomination” dei circoli davano una classifica diversa. Con il suo predecessore alla segreteria addirittura primo e l’ex presidente della Provincia davanti a Prodi, Malavasi e Benati...
«Alt. Quei conti non sono giusti. Per una serie di ragioni».
Quali?
«La fase di ascolto dei circ oli non prevedeva alcuna votazione. In queste settimane si sono svolte 41 assemblee riferite ai circoli della provincia. E si è trattato di assemblee diverse: in alcuni casi erano singoli circoli, in altri si sono riuniti nella stessa assemblea più circoli. Nonostante questa diversità, il percorso che è stato seguito è stato lo stesso per tutti».
E cioè?
«Abbiamo considerato in prima battuta i dodici nomi che erano stati proposti in almeno cinque assemblee. Le segnalazioni singole che mettono Roberto Ferrari in cima alla lista si riferiscono al numero di assemblee in cui il suo nome è stato fatto. Ma attenzione: abbiamo anche preso atto di quane persone, nella stessa assemblea hanno fatto il medesimo nome. Per capirci, è capitato che i nomi di Soncini, Rossi e Mori, fossero fatti più volte nel corso della stessa sera, mentre Ferrari o Masini fossero sì citati ma da un numero minore di persone. Aggiungo poi che nel caso dell’ex segretario e dell’ex presidente della Provincia abbiamo registrato anche iscritti che hanno preso la parola per esprimere la loro contrarietà a quelle candidature».
L’impressione è che lei abbia sia ancora ostaggio delle dinamiche del congresso dello scorso anno..
«Non è così. Credo invece siano state fatte scelte coraggiose, innovative: tre candidati sono espressione del partito, tre vengono invece da esperienze che non hanno a che fare direttamente con il Pd. E soltanto un consigliere uscente è in corsa per la riconferma».
Davvero lei non ha debiti da pagare con chi l’ha fatto eleggere?
«Se fosse vero, allora avrei proposto Sonia Masini che è stata tra coloro che ha contribuito alla mia elezione».
E invece, la bocciatura di Ferrari cos’è? Un fatto personale?
«Questa domanda mi offende e se c’è qualcuno che, nel partito, pensa questo, è completamente fuori strada».
Uno dei garanti del partito Lanfranco Fradici solleva critiche anche su altre nomination, come quelle di Ivan Malavasi e Fabrizio Benati.
«Magari c’è qualcuno che ha nostalgia dei politici di professione. Io preferisco avere in Regione un giovane tecnico che si è occupato, ad esempio, di ricostruizione post-sisma o un signore che, assieme a Squinzi andava alle trattative con il governo...».
Anche se è il padre del sindaco di Correggio?
«Prima era lei nel mirino perché figlia di Ivan, oggi tocca al padre. Tutti qui gli argomenti?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
