Gazzetta di Reggio

Reggio

«Luci ancora spente, venga il sindaco»

di Elisa Pederzoli
«Luci ancora spente, venga il sindaco»

Il cognato di Elisa Cucinotta denuncia: a quattro giorni dalla tragedia nessuno ha riparato l’illuminazione sulle strisce

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REGGIO EMILIA. «Sono passati quattro giorni dall’incidente e i lampioni sono ancora spenti su quell’attraversamento pedonale. Invito il sindaco a venire a vedere».

Non si placa la rabbia della famiglia di Elisa Cucinotta, la giovane mamma di 36 anni uccisa al quinto mese di gravidanza venerdì mattina, travolta da un’auto mentre attraversava la strada in via Giordano Bruno a Cadé. Non si può placare. Alessandro Vinci, il cognato della donna, è determinato a portare avanti la battaglia legale, ma anche di civiltà per quello che è successo.

«Mio fratello Raffaele è stravolto. Ha già deciso di svendere quell’appartamento davanti al quale la tragedia è successa e di tornare a vivere a Messina, con il piccolo Samuele che ora lo sappiamo ha visto l’incidente, ha visto la sua mamma volare via dopo essere stata investita – racconta il cognato della vittima – Ma io resterò qui. Io mi sento reggiano e sono orgoglioso di esserlo. Questa città mi ha dato tante opportunità, ma questa frazione è stata abbandonata. Ho letto che il Comune ha detto che non ci sono state segnalazioni di guasti. Ma vengano a vedere, venga il sindaco a vedere: quelle luci a quattro giorni dall’incidente ancora non vanno. Chi lo deve fare? Il Comune? L’Anas? Che si intervenga e non si lascia passare troppo tempo».

Alessandro Vinci non riesce a perdonare nemmeno l’investitore, l’uomo di 68 anni che venerdì mattina ha investito Elisa Cucinotta. «Ci siamo affidati a un avvocato. Seguiremo l’iter di questa inchiesta. E’ vero, avrebbe potuto accadere anche a me di essere alla guida di un’auto che travolge un’altra persona. Ma ora noi chiediamo che la patente che gli è stata ritirata non gli venga restituita mai più» si sfoga.

Ieri pomeriggio, intanto, è stata eseguita l’autopsia all’obitorio del Santa Maria Nuova, sia sulla donna che sul corpicino del piccolo che portava in grembo da cinque mesi. A eseguirla è stata la dottoressa Edda Guareschi di Parma. La famiglia di Elisa ha nominato un perito. Non lo ha fatto, invece, l’investitore che si è affidato agli avvocati Bruno e Maria Pia Rocchetti. Solo tra 90 giorni si avrà la perizia, che scriverà nero su bianco le cause della morte di madre e figlio.

Il nulla osta al funerale è già stato emesso dalla procura. Oggi, la famiglia potrà fissare le date delle due cerimonie: una si terrà a Cadé, l’altra a Messina. Oggi, con ogni probabilità, sarà aperta la camera ardente all’Arcispedale. «Ci stanno arrivando tanti messaggi di cordoglio. Tanto affetto ci dà forza. Anche Coopservice, presso cui sia io che mio fratello lavoriamo, ci ha concesso di rimanere in ferie fino a fine mese per sbrigare tutte le faccende. Li ringraziamo» conclude il cognato.

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