Operaio tenta di dar fuoco ai carabinieri
Correggio: prima se la prende con il commesso, poi cerca di incendiare il negozio e getta benzina sui militari. Arrestato
CORREGGIO. Sono stati veri ed intensi attimi di paura, quelli vissuti ieri da alcuni correggesi che, in poco meno di un'ora e mezza, si sono trovati di fronte ad una aggressione ai danni di un ragazzo pakistano, commesso di un negozio di frutta e verdure di viale Timolini; ad un tentativo di incendio dello stesso negozio ed un attacco, non meno furioso, contro i carabinieri arrivati sul posto per sedare gli animi. Siamo ancora in pieno centro, in una laterale di viale Saltini, nei pressi di una zona residenziale con bar e alcuni negozi. E' domenica e solo il negozio di frutta e verdura della T.H.P. International è ancora aperto, anche se – visto l'orario – in via chiusura. Ed è lì davanti, tra il portico e il parcheggio, che avviene la vicenda. La situazione degenera in pochi attimi e diventa ben presto incontrollabile, perché la rabbia che aveva portato un 45enne di Correggio di origini meridionali ad aggredire il pakistano si è trasformata in un impeto d'ira senza precedenti. Il tutto è nato – spiegherà poi il 45enne ai militari – per vendicare il figlio che, a detta dell'uomo, era stato picchiato sabato sera da un altro ragazzo, ovvero il figlio del proprietario del negozio. Eppure in quel momento – il fatto è accaduto alle 14.30 di domenica – il proprietario in negozio non c'era, né tantomeno lì in zona si trovava il figlio. Al suo posto,invece, c'era il commesso, che stava sistemando le ultime cose prima di chiudere.
E' stato lui che, spaventato dalle urla e dalle minacce del 45enne, ha avvisato i carabinieri, accorsi prima possibile sul luogo per cercare di far ragionare l'uomo, che non voleva saperne di calmarsi. Vedendoli, in un ultimo slancio d'ira, prima ha rotto la vetrata e la porta d'ingresso del negozio, poi se n'è andato minacciando nuovamente il commesso e i carabinieri, promettendo loro che sarebbe tornato presto per compiere la sua vendetta e dar fuoco all'esercizio commerciale. Sembravano solo parole dettate dalla troppa emotività. Invece, circa un'ora dopo, l'uomo è tornato in viale Timolini con una bottiglia (la classica bottiglia d'acqua di plastica da un litro e mezzo) colma di benzina e un accendino. Le intenzioni erano ormai chiare, e nulla ha fatto l'uomo per nasconderle. Con una sigaretta accesa in bocca, la bottiglia in una mano e l'accendino nell’altra, minacciando prima il commesso e poi i militari, il 45enne ha urlato ai carabinieri di allontanarsi. Vista la reazione dell’Arma, che ha cercato di fermarlo, l'uomo ha poi cercato di darsi fuoco, e non ha esitato a gettare benzina anche sui carabinieri, per poi minacciarli con l'accendino mentre le divise erano già impregnate di benzina. Un ultimo gesto di follia, perché poi i militari, grazie anche all'intervento di altri colleghi, sono riusciti a bloccarlo e a condurlo in caserma. L'uomo, Nicola Iannelli, operaio 45enne originario della provincia di Napoli e residente a Correggio, è già noto alle forze dell'ordine. Ora dovrà rispondere alle nuove accuse di violenza sulle cose, violenza privata, danneggiamento, tentato danneggiamento a seguito d’incendio, resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.
Silvia Parmeggiani
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