«Questo è uno schiaffo alla base»
Il garante Fradici durissimo con la segreteria per l’esclusione di Ferrari
REGGIO EMILIA. Lanfranco Fradici, ex-sindaco di Scandiano e membro della commissione di garanzia provinciale del Pd, non ha dubbi: la scelta dei sei candidati reggiani alle elezioni regionali è stata un vero e proprio «schiaffo alla democrazia e alla partecipazione, per alcune candidature». Una prova lampante, a suo avviso, è l'esclusione di Roberto Ferrari, che aveva raccolto il maggior numero di consensi fra i tesserati.
«Lo affermo - insiste Fradici - sia come componente della commssione di garanzia sia come semplice iscritto. Com'è possibile, senza motivazione alcuna, che si escluda la persona più segnalata, a cui è andato oltre l'ottanta per cento di gradimento dei circoli della provincia e che aveva i requisiti richiesti dal regolamento?».
La riunione della direzione del Pd, che ha semplicemente avallato le candidature proposte dalla segreteria, era stata preceduta dalle quarantuno assemblee dei circoli, che hanno espresso ben 34 segnalazioni a favore dell'ex-segretario Ferrari. Tutti gli altri candidati ne hanno avute meno: Ottavia Soncini 31, Andrea Rossi 30, Sonia Masini 27, Silvia Prodi 21, Ivan Malavasi 14 e Fabrizio Benati 9. «Credo - polemizza Fradici - che il segretario Anrea Costa in primis e di conseguenza la direzione abbiano commesso un grave errore politico, che nel caso di Ferrari rasenta un pregiudizio personale. C'è qualcosa di grave in questo gruppo dirigente, che ha riunito le assemblee dei circoli e poi ne ha fatto contare i risultati solo per alcuni».
In effetti, a suo avviso, il metodo democratico ha funzionato nei casi di Ottavia Soncini, Andrea Rossi e Silvia Prodi, che hanno unito all'approvazione degli iscritti il possesso dei requisiti necessari. Nè Fradici ritiene fondate le proteste di Sonia Masini, che è stata esclusa nonostante l'alto gradimento: «In effetti - sottolinea - il tesoriere della federazione l'aveva sollecitata a pagare la quota di iscrizione al partito. Lei non l'ha fatto».
Il pollice verso invece per Ivan Malavasi: «Lo stimo - rileva Fradici - ma il suo nome non può essere speso per ogni occasione. Inoltre non è di buon gusto candidarlo mentre sua figlia è sindaco di Correggio. In quanto a Benati, non lo conosco. E' ingegnere e consigliere d'amministrazione di Coop Nordest, ma ciò non basta per accreditarlo». Il fatto, poi, che la direzione abbia scelto i sei nomi con ben 39 voti favorevoli, soltanto sei contrari e quattro astenuti, non legittimerebbe tali opzioni: «La discussione - osserva Fradici - c'è stata con alcuni interventi di critica e dissenso, ma poi nessuno s'è alzato per proporre che si ponesse ai voti almeno la candidatura di Ferrari».
Luciano Salsi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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