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TRASPARENZA

«Un patto per la legalità tra imprese, enti e sindacati»

Roberto Fontanili
«Un patto per la legalità tra imprese, enti e sindacati»

È la proposta dell’alleanza delle cooperative per far fronte agli appalti al massimo ribasso e al dumping contrattuale

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REGGIO EMILIA. Un patto tra associazioni imprenditoriali, sindacali e gli organismi preposti ai controlli, per il rispetto della legalità e del lavoro, con le istituzioni che svolgano una azione di stimolo e di coordinamento. E’ la proposta di Aci (Alleanza delle cooperative italiane e creata da Agci, Confcooperative e Legacoop) per far fronte al dilagare di fenomeni di illegalità, clandestinità e sottoccupazione legati alla pratica del massimo ribasso e al dumping contrattuale.

Per fronteggiare quella che Aci definisce una «coltre omertosa e ipocrita stesa sul nostro territorio, rispetto a come tantissime imprese acquistino servizi e lavoro forzando la mano su ribassi e deroghe a regole e a contratti nazionali», l'associazione di rappresentanza delle cooperative parte dalle sollecitazioni del comandante provinciale dei carabinieri Paolo Zito, che dalla Gazzetta ha sottolineato la necessità di norme urgenti e più stringenti rispetto al dilagare dell'utilizzo del massimo ribasso negli appalti pubblici e nelle commesse private.

Le cooperative sottolineando di aver sempre condannato l'utilizzo del massimo ribasso, rimarcano anche come «non ci sia norma che sola possa contrastare illegalità, clandestinità e sottooccupazione legati al massimo ribasso, se associazioni, imprese e istituzioni non agiscono con una nuova e comune determinazione».

Salvo qualche singolo caso, sostiene l' Aci, oggi nel nostro territorio non si trova un appalto di logistica o di pulizia al prezzo equo e basato sul rispetto dei contratti di lavoro. Il risultato è che le cooperative presenti nel settore «devono decidere se chiudere, licenziare, o accettare appalti che significano continui sacrifici per soci e lavoratori».

Senza un nuovo patto «anche l'encomiabile impegno delle forze dell'ordine non basta» e «la Magistratura deve essere messa in grado di accelerare i suoi temi di reazione». Altrimenti «nella provincia dei record per esportazioni ed eccellenze, in realtà tutta la competitività è giocata sul ribasso anziché sulla qualità».

Un problema che si pone sia sul mercato pubblico, sia quello privato «con le cooperative che si trovano di fronte alla sfida della continuità aziendale e di una concorrenza che utilizza forme di ribasso inspiegabili e precarietà del lavoro». «Abbiamo registrato in questi giorni - scrivono le cooperative - sul tema della necessità di nuove norme, di sveltire gli affidamenti e di controlli efficaci, una reattività da parte delle amministrazioni locali, a partire dal sindaco Luca Vecchi. Ci auguriamo che anche la Direzione territoriale del lavoro, con il nuovo direttore renda incalzante il lavoro sulle irregolarità».

«Noi ci siamo» conclude l'Aci. E tornando sulla denuncia relativa alla presenza a Reggio di false cooperative ribadisce che «serve con urgenza un tavolo, oggi inesistente, tra associazioni imprenditoriali, che rappresentano chi cerca e chi offre servizi e lavoro, sindacati organismi preposti al controllo, con le istituzioni che svolgano una funzione di stimolo per un patto per il rispetto del lavoro e della dignità di impresa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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