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Ai domiciliari l’aggressore dei carabinieri

Ai domiciliari l’aggressore dei carabinieri

Correggio: il 45enne si scusa con il giudice per aver tentato di dar fuoco al negozio e ai militari

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CORREGGIO. Non è più in cella l’operaio 45enne Nicola Iannelli che domenica pomeriggio ha perso il lume della ragione, tentando prima di incendiare un negozio gestito da un pakistano, gettando poi pericolosamente della benzina addosso ai carabinieri intervenuti in viale Timolini per bloccarlo.

La scarcerazione è stata decisa – in tribunale a Reggio – dal giudice Alessandra Cardarelli che, dopo aver convalidato l’arresto, ha applicato gli arresti domiciliari al 45enne che sarà processato a fine mese.

Difeso dall’avvocato Federico De Belvis, l’indagato ha risposto alle domande del giudice (scusandosi alla fine con il magistrato per quello che ha combinato), facendo risalire tutto all’arrabbiatura per l’aggressione subita dal figlio e all’atteggiamento di scherno maturato nei suoi confronti nel negozio pakistano, quando è andato a chiedere chiarimenti al padre dell’aggressore.

Come ricostruito dai carabinieri, in effetti tutto è nato per vendicare il figlio che, a detta di Iannelli, era stato picchiato sabato sera da un altro ragazzo, ovvero il figlio del proprietario del negozio. Eppure in quel momento - il fatto è accaduto alle 14.30 di domenica - il proprietario in negozio non c'era, né tantomeno lì in zona si trovava il figlio. Al suo posto,invece, c'era il commesso, che stava sistemando le ultime cose prima di chiudere. E' stato lui che, spaventato dalle urla e dalle minacce del 45enne, ha avvisato i carabinieri, accorsi prima possibile sul luogo per cercare di far ragionare l'uomo, che non voleva saperne di calmarsi.

Vedendoli, in un ultimo slancio d'ira, prima ha rotto la vetrata e la porta d'ingresso del negozio, poi se n'è andato minacciando nuovamente il commesso e i carabinieri, promettendo loro che sarebbe tornato presto per compiere la sua vendetta e dar fuoco all'esercizio commerciale. Sembravano solo parole dettate dalla troppa emotività. Invece, circa un'ora dopo, l'uomo è tornato in viale Timolini con una bottiglia (la classica bottiglia d'acqua di plastica da un litro e mezzo) colma di benzina e un accendino. Le intenzioni erano ormai chiare, e nulla ha fatto l'uomo per nasconderle.

Con una sigaretta accesa in bocca, la bottiglia in una mano e l'accendino nell'altra, minacciando prima il commesso e poi i militari, il 45enne ha urlato ai carabinieri di allontanarsi. Vista la reazione dell'Arma, che ha cercato di fermarlo, l'uomo ha poi cercato di darsi fuoco, e non ha esitato a gettare benzina anche sui carabinieri, per poi minacciarli con l'accendino mentre le divise erano già impregnate di benzina.

Un ultimo gesto di follia, perché poi i militari, grazie anche all'intervento di altri colleghi, sono riusciti a bloccarlo e a condurlo in caserma.

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