E’ boom per le imprese straniere
La Camera di Commercio parla di un +20%. Domani tavola rotonda in ateneo
REGGIO EMILIA. L'Europa si è accorta del boom dell'imprenditoria straniera a Reggio Emilia. Con la crescita del 20 per cento delle imprese create da immigrati, registrata dalla Camera di Commercio - mentre quelle italiane calano del 7 per cento - il Consiglio d'Europa ha deciso di verificare da vicino la situazione economica dell'area vasta reggiana, caso unico in Italia, attraverso il progetto Deli (Diversity in the Economy and Local Integration), che coinvolge anche le città di Bucarest, Dublino, Lisbona, Londra Lewisham, Monaco di Baviera, Rotterdam e Vienna, Cartagena e Getxo.
A questo proposito, domani dalle 8.45 alle 14, il Comune di Reggio, insieme al Centro studi sulla giustizia nelle organizzazioni (Giuno) dell'Università di Modena e Reggio, ha invitato nella sede dell'ateneo reggiano di via Allegri aziende, enti pubblici, associazioni di categoria e sindacali a una tavola rotonda tenuta dal Consiglio d'Europa e dal Migration Policy Group per discutere del potenziale dell'imprenditoria degli immigrati e del valore della diversità nel sistema economico locale e nel commercio in città.
Il progetto Deli, finanziato dall'Unione Europea per 885 mila euro, di cui 54 mila destinati a Reggio, «rappresenta un punto di partenza per analizzare, attraverso la lente del lavoro, il grado di integrazione socio economica dei cittadini stranieri - dice l'assessore alla Città internazionale Serena Foracchia - inoltre è in linea con l'attenzione che l'assessorato intende avere nel leggere l'immigrazione e le competenze dei cittadini di origine straniera come asset per lo sviluppo economico locale». «Nella nostra città i tempi sono maturi per superare lo stereotipo dell'immigrazione come problema; cambiare chiave di lettura, vedere come opportunità le differenze di cui i nuovi cittadini sono portatori è presupposto di sviluppo economico - dice Natalia Maramotti, assessore al Commercio e alle attività produttive -. Il progetto Deli può creare le condizioni per avviare un nuovo percorso, a partire dalle strategie per l'integrazione degli imprenditori migranti nell'ambito del commercio in centro storico».
Le ragioni per cui Reggio Emilia è stata scelta dall'Europa per entrare nel progetto sono riconducibili «ad almeno quattro fattori - commenta Matteo Rinaldini, ricercatore di Giuno - un'alta presenza di imprese di immigrati, un contesto sociale e migratorio che invita alla stabilizzazione delle famiglie e diventa un terreno fertile per avviare attività produttive, una generazione di giovani figli di immigrati sempre più numerosa e, infine, elemento più rilevante, il fatto che a Reggio l'imprenditoria straniera ha caratteristiche originali rispetto ad altri territori».
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