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il processo

Il rapinatore “sbadato” patteggia

Il 39enne, in semilibertà, nella fuga perse il tesserino del carcere

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REGGIO EMILIA. Ha patteggiato ieri – davanti al gup Antonella Pini Bentivoglio – un anno di reclusione nonché 200 euro di multa e rimane in carcere (dove è detenuto per altri guai con la giustizia) il bolognese 39enne Luigi Spezzano (difeso dal legale Noris Bucchi) che il 5 febbraio scorso è stato protagonista di una vicenda a dir poco paradossale. Quel giorno approfittando dell'ammissione al lavoro esterno (per la manutenzione del verde pubblico), Spezzano aveva messo nel mirino la filiale della Banca Popolare del'Emilia Romagna di via Emilia Santo Stefano, ma si rivelerà un assalto a vuoto, fra mille contrattempi. Una volta uscito dalla banca, per l'agitazione il rapinatore, in strada, non s'accorgeva di un ciclista che sopraggiungeva. A quel punto il bandito cercava di liberarsi di alcuni indumenti indossati nell'assalto e dello zainetto, nascondendo il tutto sotto un bidone. Ma quella "mossa" non sfuggiva ai passanti e la indicavano agli agenti già alla caccia del rapinatore. Un'indicazione-chiave per le indagini, perché dallo zainetto spuntava la prova decisiva, cioè il tesserino del carcere con nome e cognome, che porta così i poliziotti dritto dritto a chi aveva tentato la rapina.(t.s.)

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