La giunta: va potenziata la rete fognaria
Situazione critica soprattutto in piazza della Repubblica, dove mancano i tombini. Il Po è cresciuto di tre metri in 24 ore
GUASTALLA. La bomba d'acqua che lunedì pomeriggio ha colpito Guastalla non ha creato gravi danni, ma solo disagi dovuti alla grande quantità d'acqua caduta in pochi minuti, che ha mandato in tilt il sistema fognario. Le zone più colpite sono state piazza della Repubblica, via Cesarea, via Gonzaga, un sottopasso pedonale chiuso dalla polizia municipale durante il nubifragio e alcune zone di Pieve di Guastalla. I disagi maggiori si sono registrati in via Gonzaga e in piazza della Repubblica, dove i commercianti hanno dovuto prosciugare i loro negozi dall'acqua che, dalla strada, si è riversata sui marciapiedi allagando varie attività.
Il sindaco Camilla Verona, poco dopo l'evento meteorologico, ha subito attivato la protezione civile restando continuamente in contatto con la sede dell'Unione dei Comuni della Bassa reggiana. Ieri mattina i tecnici comunali hanno effettuato un sopralluogo nella zona più colpita: piazza della Repubblica. Qui i tecnici hanno rilevato che l'area, costruita a schiena d'asino, è priva di caditoie (tombini) che possano convogliare l'acqua piovana alle fogne. L'intenzione dell'amministrazione è quella di verificare la possibilità di un intervento – che non avverrà in tempi brevi tra progetto, recupero risorse e lavori – per migliorare il deflusso dell'acqua piovana nella rete fognaria. L'amministrazione comunale ha poi interpellato Iren, responsabile della manutenzione dei tombini, per chiedere, data la stagione autunnale a rischio-piogge, una maggiore pulizia sui viali alberati, come via Castagnoli, per la massiccia presenza di foglie.
Ieri, in giunta, sindaco ed assessori hanno discusso a lungo su quanto avvenuto lunedì a Guastalla dal punto di vista meteorologico: «Per fortuna la bomba d'acqua non ha causato gravi danni a cose e persone – ha detto il sindaco Verona –. Stiamo monitorando la situazione soprattutto dove si sono registrate le maggiori criticità. Non abbiamo avuto segnalazioni particolari, se non da parte di qualche privato. Sappiamo che il clima è mutato ed eventi simili non sono più da considerare “straordinari”, per cui, per evitare che situazioni simili a quella di lunedì creino disagi a cittadini e commercianti, studieremo il modo su come e dove intervenire».
Osservato speciale resta il fiume Po: il maltempo che lunedì ha colpito il Reggiano e il Nord Italia non se n’è andato senza lasciare tracce: in sole 24 ore il livello del fiume è salito di ben tre metri. Dai -4,85 di lunedì, infatti, il livello si è assestato, nel primo pomeriggio di ieri, a quota -1,85. Un innalzamento che non è sfuggito alla popolazione, sebbene il livello sia ancora ben lontano dall’essere preoccupante.
Mauro Pinotti
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