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La morte del cacciatore diventa un giallo

La morte del cacciatore diventa un giallo

Eseguita l’autopsia per cercare di capire come il 74enne sia stato schiacciato dalla sua stessa macchina

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TOANO. Una settimana fa il 74enne cacciatore Lorenzo Lusetti veniva trovato schiacciato dalla propria auto nei boschi sopra a Cerredolo.

E a quanto pare, da allora, qui si fermano le certezze. A tal punto che sulla dinamica di questa morte il pm Valentina Salvi vuole vederci chiaro.

E il primo passo importante in tal senso si è compiuto ieri nell’ospedale di Castelnovo Monti dove è stata eseguita l’autopsia da parte del medico legale parmigiano Edda Guareschi. Chi indaga cerca risposte sul tipo di traumi che hanno portato alla morte l’anziano, per poi poter ricostruire con esattezza quanto accaduto.

Insomma è ancora tutto da provare che il cacciatore sia stato schiacciato mentre cercava di fermare la sua auto parcheggiata in salita. L’ipotesi investigativa di partenza è che la Fiat Stilo di Lusetti abbia iniziato a scivolare a causa della forte pendenza e del freno a mano probabilmente sbloccato, e il veicolo, spinto dall'inerzia, è partito in discesa.

D'istinto il 74enne avrebbe provato a mettersi sotto l'auto cercando di bloccare la Stilo, ma fra peso del mezzo e discesa l'impresa è risultata impossibile. E Lusetti è stato travolto, riportando fratture, lesioni e lo schiacciamento che ha provocato le ferite poi risultate fatali. Ma al momento è solo un’ipotesi, probabilmente non suffragata dai necessari riscontri se in procura è stato aperto un fascicolo ed è stata disposta l’autopsia.

Una settimana fa Lusetti L'uomo, che era andato a caccia di lepri con un amico, si era allontanato poi da lui per andare nei crinali boscosi che dal fondo della vallata del Dolo portano verso il crinale toanese. Una zona battuta da diversi appassionati di caccia, sia di lepre che di penna (come fagiani e beccacce).

Ad un certo punto l’amico, dopo aver sentito i cani abbaiare, prima gli ha telefonato e poi l’ha cercato, facendo la macabra scoperta: il 74enne è sotto l’auto che lo schiaccia, il fucile abbandonato a pochi metri di distanza. Lusetti – che era cognato del giudice Pietro Fanile, per anni magistrato a Reggio – viveva a La Svolta, a mezza via fra Cerredolo e Toano, in una casa dove era seguito da una donna per le faccende domestiche. Era vedovo da anni, un figlio abita vicino a Toano mentre la figlia risiede in pianura. Aveva trascorso diversi anni a Milano per lavoro. Prima di andare in pensione si era occupato di gastronomia, collaborando con diversi locali. (t.s.)

 

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