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Rogo distrugge il magazzino del vivaio

Rogo distrugge il magazzino del vivaio

Il titolare del Mazzini: «Le fiamme sono divampate lentamente danneggiando molto materiale, sconosciute le cause»

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REGGIO EMILIA. «Ce ne siamo accorti verso le 7.30. E’ stato un nostro operaio: ha visto il fumo uscire dal magazzino e abbiamo scoperto l’incendio. Un rogo che si è appiccato lentamente, ancora non sappiamo di che natura è. I vigili del fuoco non ce lo hanno detto».

Così Alberto Mazzini racconta dell’incendio scoppiato ieri in un capannone del vivaio di via Anna Frank, a Gavasseto.

Sul posto sono intervenuti tre mezzi dei vigili del fuoco. L’intervento ha tenuto impegnati gli uomini del 115 per diverse ore, per riuscire a spegnere le fiamme, ma soprattutto per domare il fumo.

A bruciare sono stati gli scaffali pieni di vasi e di altro materiale espositivo in plastica, che è altamente infiammabile. Ma dentro al capannone era parcheggiato anche un furgone, di quelli adibiti per il trasporto dei fiori: il fuoco ha lambito soprattutto la parte anteriore, sciogliendo letteralmente il paraurti. «Ma ci hanno detto che dovrebbe essere recuperabile» assicura il vivaista.

Più ingenti i danni, invece, al capannone: il materiale che era all’interno è andato tutto quanto distrutto. Per un valore economico di diverse migliaia di euro.

Ora, sulle cause del rogo sono ancora in corso accertamenti da parte dei vigili del fuoco. Nessuno si sbilancia sulle eventuali cause accidentali o dolose. Il fatto che il rogo si sia propagato così lentamente, tende a far escludere un problema elettrico.

Due anni e mezzo fa, lo stesso vivaio venne preso di mira dai ladri.

Di notte, si introdussero nelle serre e nei locali che ospitano le piante, impadronendosi di una Citroen C4, di un furgone carico di piante e fiori da consegnare in giornata e di un camion, usato molto probabilmente per la fuga.

Il colpo avrebbe potuto essere anche più fruttuoso, se i malviventi non fossero stati messi in fuga dall'allarme e dalla chiamata che il titolare della serra, che abita di fianco al vivaio, fece ai carabinieri allarmato dai rumori provenienti dagli uffici che i ladri stavano tentando di scassinare.

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