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Spunta una nuova inchiesta sui Sarcone

di Tiziano Soresina
Spunta una nuova inchiesta sui Sarcone

Nel mirino in Toscana uno dei quattro fratelli, l’ha rivelato il pm della Dda chiedendo la sorveglianza speciale per tutti

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REGGIO EMILIA. Per essere stato un semplice rinvio, l’udienza a porte chiuse di ieri – sul maxi sequestro ai quattro fratelli Sarcone di beni in odore di mafia per 5 milioni di euro e la connessa richiesta di sorveglianza speciale – ha “regalato” non poche novità.

In primis l’esistenza in terra toscana di un’inchiesta della Dia di Firenze su uno dei Sarcone: l’ha rivelato in aula il pm antimafia Francesco Caleca per motivare la richiesta della sorveglianza speciale sulle basi di una tangibile pericolosità della famiglia che continuerebbe così in attività di stampo mafioso. Su questa nuova inchiesta gli avvocati della famiglia Sarcone (un vero e proprio pool visto che sono diventati ben sei) hanno chiesto la documentazione relativa a cui potranno accedere nella prossima udienza del 29 ottobre.

In quella data s’inizierà ad affrontare anche il tema del corposo sequestro patrimoniale ed anche su questo “tasto” vi è stata una richiesta difensiva di documenti. Verrà disposta una perizia e al momento è stato nominato come perito Nicola Filippo Fontanesi, ma vista la complessità del sequestro la Corte (presieduta da Francesco Caruso, giudici a latere Cristina Beretti ed Andrea Rat) potrebbe affiancargli anche un secondo esperto. Sempre sul tema-perizia la difesa si è riservata una decisione sull’eventuale nomina di consulenti di parte. Un altro passaggio importante dell’udienza ha riguardato la possibilità o meno di affrontare assieme il sequestro patrimoniale e la misura preventiva a carico dei quattro fratelli Sarcone: su questa decisione la Corte si è riservata e se ne saprà di più sempre il 29 ottobre. In tribunale, come nell’analogo provvedimento che ha colpito Francesco Grande Aracri quasi un anno fa, non si può non annotare una forte presenza di forze dell’ordine (Antimafia, carabinieri e poliziotti) che hanno come blindato tutto quanto è accaduto attorno all’aula. Massiccio anche il fronte difensivo, con gli avvocati Gianluca Tirelli, Luigi Colacino, Ettore Grenci e Gianluca Malavasi (che assistono i fratelli Giuseppe, Nicolino, Gianluigi e Carmine Sarcone, anche stavolta non presenti in udienza), nonché i legali Giuseppe Migale Ranieri e Giovanni Trombini che tutelano altri sei familiari (tre mogli, una compagna, una sorella e un figlio). Nell’insieme alla famiglia Sarcone sono stati bloccati ville, appartamenti, ditte, capannoni, mezzi edili, auto, conti correnti. Per l’Antimafia è un patrimonio marchiato ’ndrangheta. Lapidaria era stata la risposta dei Sarcone durante il blitz: « Quei beni sono il frutto del nostro sudore».

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