Bimba nasce morta, si aprono le indagini
Scandiano: mistero sulle cause. La gravidanza è stata normale. La direzione sanitaria ha disposto accertamenti
SCANDIANO. Una neonata venuta al mondo già morta. Una tragedia sempre difficile da accogliere, quella avvenuta nella notte fra mercoledì e ieri a Scandiano, nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Magati. Nelle prime ore della notte una giovane residente nel comprensorio ceramico ha iniziato il travaglio, che ha portato alla nascita della bimba. Appena la neonata è venuta alla luce, la terribile scoperta da parte dei sanitari: la creaturina non respirava né dava segnali di attività, e tutte le manovre di rianimazione neonatale non sono riuscite a compiere quello che, viste le condizioni, sarebbe stato una sorta di miracolo. Una morte dolorosissima e inaspettata, perché la gravidanza della mamma era stata assolutamente normale, senza problemi né segnali di difficoltà del feto. E lo stesso travaglio aveva avuto uno svolgimento assolutamente regolare sino al momento della nascita.
I sanitari hanno richiesto il riscontro autoptico per accertare le cause di quanto accaduto e dare una risposta ai genitori e alla famiglia, ovviamente devastata dalla disgrazia. Umore nerissimo e tristezza enorme sono anche i sentimenti che pervadono tutto il personale sanitario scandianese, convinto di dover semplicemente assistere una giovane coppia nell’evento più lieto, ed invece costretto a confrontarsi con la tragedia più difficile da accettare per un genitore.
«Si è trattato di un evento tragico che ha profondamente colpito e addolorato la famiglia e il personale dell’ospedale, che partecipa con commozione al dolore dei familiari», commenta la direzione sanitaria dell’ospedale. Che annuncia anche le analisi e le procedure di verifica normali in casi simili: «È stata attivata, come da prassi, una valutazione del percorso clinico-assistenziale e dalle prime ricostruzioni risulta che sono state messe in atto tutte le procedure previste in questi casi e accreditate dalla comunità scientifica». Il personale si unisce al dolore tremendo dei giovani genitori: «La direzione e tutti i professionisti esprimono la vicinanza alla famiglia per la gravissima perdita», spiegano i vertici sanitari reggiani commentando l’accaduto.
Adriano Arati
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