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Contributi in anticipo contro l’embargo russo

Claudio Corradi
Contributi in anticipo contro l’embargo russo

L’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura ha iniziato a pagare le aziende oggi strozzate dal blocco delle esportazioni deciso da Putin

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REGGIO EMILIA. Agrea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura, dal 16 ottobre scorso ha iniziato a pagare l’anticipo relativo alle “domanda unica 2014 della Pac”. Si tratta di un sistema di contributi che persegue gli obiettivi dell’incremento della produttività dell'agricoltura e della stabilizzazione dei mercati. Obiettivi che come conseguenza possono determinare da un lato la garanzia di un dignitoso tenere di vita per i produttori agricoli e dall’altro assicurare ai consumatori la sicurezza di produzioni salubri ed a prezzi ragionevoli.

Si tratta di un sostegno economico alle aziende che pur essendo importante in funzione delle superfici complessive resta puramente simbolico ma soprattutto incentivante e stimolante per lo sviluppo delle azienda che ovviamente non possono di certo vivere solo di questo.

Di questi tempi però, soprattutto per le aziende impegnate in determinati comparti produttivi, per esempio i produttori di parmigiano reggiano o di prodotti coinvolti nella recente crisi sia legata alle contingenze di mercato che derivanti dall’embargo russo, possono essere una reale boccata d’ossigeno per far fronte alle esigenza aziendali più immediate. L’anticipo dei pagamenti era stato richiesto al ministero delle Politiche agricole, all’inizio di settembre dall’assessorato regionale all’Agricoltura, proprio per dare un sostegno finanziario alle aziende strette tra gli effetti delle avverse condizioni climatiche di quest’estate e l’embargo russo.

Soldi in tanti casi fondamentali che, pur non rappresentando cifre esorbitanti, permettono oggi di agevolare il pagamento dei fornitori o del personale. Nella nostra regione si tratta di importi che sono di circa 4mila euro per azienda per complessive 44.500 aziende interessate. Quelle reggiane rappresentano cica il 9% di quelle regionali tanto che la cifra attesa in provincia come anticipo, al momento verrà corrisposto solo il 45% del dovuto, è di quasi 16milini di euro. E’ stato lo stato italiano ad accollarsi il costo di questo anticipo di pagamenti rispondendo in modo tempestivo, e non occasionale, alle esigenze delle aziende sempre più spesso colpite da gravi crisi di settore.

«Un plauso alla Regione e al Ministero per il risultato raggiunto – sottolinea Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna, che riunisce Confagricoltura, Cia e l'Alleanza delle Cooperative agroalimentari per complessive 40mila imprese rappresentate - mentre ora ci aspettiamo che l'anticipo venga presto codificato a livello nazionale come procedura standard per tutti i casi di necessità come da parte nostra abbiamo più volte richiesto».

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