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BULLISMO

«Dammi subito l’orologio o la paghetta»

di Tiziano Soresina
«Dammi subito l’orologio o la paghetta»

La polizia interviene vigilando su tre punti a rischio: polo Makallè, l’area Zucchi, piazzale Europa. Incontri nelle scuole

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REGGIO EMILIA. L’orologio sfilato con la forza, cinque euro consegnati per evitare guai peggiori mentre con quei soldi il coetaneo prepotente si compra poi la merenda. Saranno anche piccole estorsioni, ma il bullismo – fra gli studenti – si alimenta così, con “prodezze” sempre più frequenti, le richieste illecite che si gonfiano, il silenzio dei taglieggiati che fa solo il gioco dei baby delinquenti.

Sono purtroppo cose che accadono ogni giorno negli ambienti giovanili, specialmente in quelli scolastici e per metterci un freno ancora più deciso il questore Isabella Fusiello ha deciso d’investirci uomini e mezzi per realizzare un preciso progetto di educazione alla legalità finalizzato a prevenire i fenomeni di prevaricazione ed a promuovere comportamenti di rispetto e di convivenza sociale.

Due le direttrici d’intervento. Da lunedì scorso le Volanti sono presenti – alla mattina all’arrivo degli studenti e all’uscita dalle lezioni – in tre punti considerati a rischio: il polo scolastico di via Makallè, l’ex caserma Zucchi e piazzale Europa.

Lì ogni giorno si riversano centinaia di studenti, in entrata-uscita dagli istituti scolastici e, nel caso della Zucchi e del piazzale Europa, per scendere o salire sui mezzi abitualmente usati. A questa presenza fissa sul territorio, la questura intende affiancare anche servizi ad hoc come l’uso di unità cinofile (in questo caso sarà la droga l’obiettivo dei controlli).

Un contrasto al bullismo che prevede anche un secondo fronte, cioè all’interno degli istituti scolastici, con incontri con studenti ed insegnanti (il primo partirà la prossima settimana, ndr), per una piena condivisione dei principi di legalità. Particolare attenzione sarà data all’uso corretto della Rete, strumento potenzialmente pericoloso come si desume dalle numerose denunce per cyberbullismo presentate alla polizia postale.

Illeciti non facili da individuare sul piano delle responsabilità, perché Internet – molto usato dai giovani – è un mondo virtuale in cui è facile nascondersi dietro a false identità.

«In sostanza – spiega il vice questore vicario Cesare Capocasa – è responsabilità di tutti noi adulti, nei rispettivi ruoli, assicurare che il diritto dei giovani di essere rispettati e di vivere in condizioni di sicurezza sia attuato in tutti i luoghi dove i ragazzi studiano, giocano, vivono. Quello giovanile è un mondo complesso, delicato, in cui certi episodi di bullismo non possono passare sotto silenzio. L’invito ai ragazzi è di denunciare, di segnalare certe situazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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