Gazzetta di Reggio

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In arrivo le telecamere “intelligenti”

di Miriam Figliuolo
In arrivo le telecamere “intelligenti”

Nuovi e costosi apparecchi saranno installati a fine novembre. Per cercare le risorse si mobilita anche la Confesercenti

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MONTECCHIO. Telecamere “intelligenti” in grado di segnalare auto e mezzi sospetti che si aggirano per le strade della Val d’Enza. Sono quelle che già alla fine del prossimo mese potremmo vedere installate in alcuni punti nodali del distretto. Il loro compito sarà di mettere un punto ben fermo al dilagare di furti in negozi e abitazioni.

Un’escalation a dir poco preoccupante e contro la quale ora si muovono le amministrazioni locali, guidate dall’Unione della Val d’Enza. E non solo. Subito dietro, a dare manforte, ci sono già le imprese e le attività riunite nella locale Confesercenti, che chiede a questo proposito l’istituzione di un Tavolo di lavoro. «A noi – è la certezza del coordinatore di zona dell’associazione di categoria, Gianni Pera – si uniranno presto Confcommercio e altre realtà associative, singoli imprenditori e persino cittadini, pronti a mettere in campo qualsiasi iniziativa utile, a partire dalla raccolta fondi». Una “rete” che è anche l’obiettivo dell’Unione presieduta da Enzo Musi.

“Dirimpettai” i due, Musi e Pera, anche tra i banchi del consiglio comunale di Canossa, l’uno come sindaco e l’altro come consigliere della lista civica. Ma gli intendimenti non sono mai stati tanto univoci e ora pare vengano perseguiti con la medesima determinazione: perché la sicurezza è un problema che riguarda tutti.

Le telecamere “intelligenti” sono solo uno degli aspetti di un progetto legato alla sicurezza al quale si pensava già da qualche tempo e che ora sembra arrivato alla sua realizzazione, se pure ancora in termini sperimentali. Una sperimentazione che, però, precisa Musi, non dovrebbe durare più di tre o quattro mesi. Il tempo necessario a trovare risorse – la cosa che ovviamente manca di più – e nuove disponibilità, concretizzando quelle che già si sono evidenziate.

«Per il momento pensiamo a un presidio su tre o quattro punti: il casello autostradale, i ponti sull’Enza, i collegamenti da Canossa verso San Polo e verso Reggio Emilia) – dice il presidente dell’Unione – Poi dipenderà dai singoli Comuni...». Un impegno, quello richiesto alle amministrazioni locali, prima di tutto economico, ma non solo: «Stiamo ancora verificando la disponibilità delle aree sulle quali installare le apparecchiature, che devono essere pubbliche», prosegue Musi. Le nuove apparecchiature, che in primis saranno prese a noleggio proprio per ammortizzare i costi, sono di una tecnologia avanzata in grado in pochi secondi di accedere a database (archivi) di forze dell’ordine ed enti (come le Compagnie di assicurazione) e di incrociare i dati: dalla “lettura” della targa dunque il sistema è in grado in tempo reale di capire se si tratta di un mezzo rubato o non assicurato, per esempio. A insospettire anche il numero di passaggi effettuati nella stessa zona. Tutti i dati saranno convogliati per il momento alla Centrale operativa del corpo unico di polizia municipale che potrà mettere in campo subito le dovute contromisure, arrivando persino a prevenire il consumarsi del furto. «Ma l’obiettivo – spiega Musi – è di coinvolgere tutte le forze dell’ordine in una rete di dimensioni provinciali. L’utilità sarà anche quella che riguarda le indagini successive a un eventuale reato».

«Risolvere il problema dei furti in questa situazione di crisi – commenta Pera – è quasi impossibile, ma siamo convinti che l’applicazione del progetto, se fatto bene, in tempi rapidi e pubblicizzato, potrebbe fare persino da deterrente».

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