Osteoporosi, uno screening al Santa Maria
REGGIO EMILIA. Il progressivo indebolimento delle ossa determinato dalla osteoporosi può, in parte, essere ritardato con misure preventive e farmaci in grado di ridurre il rischio di frattura ad esso...
REGGIO EMILIA. Il progressivo indebolimento delle ossa determinato dalla osteoporosi può, in parte, essere ritardato con misure preventive e farmaci in grado di ridurre il rischio di frattura ad esso collegato. Si tratta di terapie impegnative ma sicure e ben tollerate. Domani una équipe a valenza multi specialistica composta da endocrinologi, geriatri, reumatologi, nefrologi, radiologi dell'ospedale Santa Maria Nuova offrirà ai pazienti la possibilità di eseguire uno screening sul rischio di andare incontro a fratture.
La probabilità di rottura del femore, che viene valutata attraverso uno specifico test, è l'indicatore principale per la selezione dei pazienti che necessitano di terapie mirate.
Tra le 8.30 e le 12, ai cittadini che si presenteranno nei poliambulatori del Santa Maria Nuova verrà proposto un questionario da compilare con i dati riguardanti età, peso, altezza, farmaci assunti, fratture e patologie pregresse, tipo di alimentazione e stile di vita, consumo di alcol e fumo. Saranno questi fattori ad indicare, attraverso un algoritmo diffuso a livello internazionale, l'entità del rischio di sviluppare una frattura nei prossimi 10 anni.
Nel caso in cui il rischio risulti elevato, saranno suggerite indagini ulteriori come la esecuzione della Moc (mineralometria ossea computerizzata ) o di analisi del sangue. «Se dalla formula scaturirà un rischio di frattura nei successivi 10 anni superiore al 15% - chiarisce Zini - si andrà avanti con le procedure diagnostiche ed il paziente sarà invitato a sottoporsi a Moc, esami di laboratorio e visite specialistiche. A chi invece verrà calcolato un rischio inferiore a quella soglia saranno consigliati una dieta ricca di calcio, l'assunzione di vitamina D e ovviamente l'attività fisica».
L'iniziativa è promossa in collaborazione con Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della Donna).
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