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VILLA GAIDA

Canonica abbattuta, l’ha deciso la Curia per evitare altri crolli

Canonica abbattuta, l’ha deciso la Curia per evitare altri crolli

REGGIO EMILIA. Chi transita abitualmente per Villa Gaida in direzione di Reggio forse non sa che ha rischiato di vedersi piovere addosso una valanga di coppi e mattoni dall'alto della ottocentesca...

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REGGIO EMILIA. Chi transita abitualmente per Villa Gaida in direzione di Reggio forse non sa che ha rischiato di vedersi piovere addosso una valanga di coppi e mattoni dall'alto della ottocentesca canonica che costeggia la via Emilia di fronte alla chiesa parrocchiale. Ora il pericolo è scongiurato, ma ne ha fatto le spese quel fatiscente edificio, che per motivi di sicurezza è stato demolito. La minaccia era da tempo incombente. Alla fine d'agosto l'ha evidenziata il crollo repentino di una parte della copertura. Fortunatamente in quell'occasione neppure un calcinaccio è caduto addosso ai passanti,

Tuttavia il Comune ha fatto un accurato sopralluogo tramite un proprio tecnico, il geometra Giuliano Ronzoni. Due giorni dopo ne è derivata l'ordinanza con cui il sindaco ordinava la messa in sicurezza dell'edificio. La Curia e la parrocchia, che ne sono proprietarie, l'hanno anzitutto transennato previo accordo con l'Anas. Ai pedoni e ai ciclisti è stata imposta la deviazione verso l'interno dell'abitato lungo un percorso segnalato con cartelli. Nei giorni successivi l'ufficio tecnico comunale ha fatto ripetuti controlli.

In genere l'ente locale impone la demolizione di un fabbricato pericolante attiguo a una strada. Nel caso specifico la stessa parrocchia la chiedeva da tempo. Trattandosi, però, di un edificio religioso di età superiore ai settant'anni, si doveva aspettare il nulla osta della Sovrintendenza ai beni architettonici. «Nell'attesa - riferisce monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell'Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici - si rischiavano altri crolli rovinosi. L'edificio presentava profonde crepe, ma non era possibile puntellarlo, perchè si sarebbe dovuta invadere la via Emilia. Quindi abbiamo applicato l'articolo 27 del Codice dei beni culturali, che prevede, in casi di somma urgenza, la rimozione delle parti che minacciano di crollare. E così abbiamo fatto, previa comunicazione alla Sovrintendenza. La Sovrintendenza è tenuta a dare, probabilmente nel giro di un anno, la risposta da cui dipenderà l'eventuale ricostruzione dell'edificio».

Luciano Salsi

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