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Acer, faro della Cisl sui benefit del presidente

Acer, faro della Cisl sui benefit del presidente

I dipendenti chiedono verifiche sull’auto e i rimborsi di Corradi che replica: «Venite pure a controllare»

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REGGIO EMILIA. Il suv aziendale in dotazione al presidente di Acer, Marco Corradi, e i rimborsi chiesti dallo stesso all’azienda pubblica per la casa (37mila euro) sono diventati materia del contendere tra il numero uno e i suoi stessi dipendenti. A far emergere alcune perplessità sui benefit concessi a Corradi è stata una parte dei 57 dipendenti dell’azienda durante l’assemblea sindacale avvenuta giovedì scorso. I dipendenti hanno chiesto al delegato della Fp-Cisl, Fabio Bertoia, di ottenere maggiori informazioni sui rimborsi del presidente. Una verifica giunta dopo una riorganizzazione interna dell’azienda, che avrebbe causato qualche mal di pancia. «L'atteggiamento nostro è assolutamente prudenziale - dice Bertoia - Le considerazioni fatte dai lavoratori sono state esternate in un’assemblea. Faremo delle verifiche, come richiesto ma non prendiamo una posizione netta di condanna».

«Sono convinto che questo attacco sia dovuto al rimpasto avvenuto in azienda avvaito per far fronte ad alcune criticità organizzative - dice Corradi -. Posso assicurare che ciò che mi viene corrisposto è tutto regolare e certificato. I libri sono aperti e a disposizione di chiunque vorrà controllare i miei rendiconti. Prendo 1.500 euro netti al mese da Acer e altri 23mila come dipendente del comune di Cavriago per il quale continuo a lavorare».

I dipendenti hanno gettato prima di tutto un’ombra sull’utilizzo dell’auto in dotazione dal marzo scorso a Corradi. Il presidente, alle volte, parcheggia a casa la Hyundai 1.6 diesel e la guida anche il sabato. «Il noleggio dell’auto ci costa 570 euro al mese, benzina esclusa, che faccio per buona parte in un distributore convenzionato - spiega Corradi - La porto a casa quando devo riutilizzarla il mattino seguente, clausola che pago con una trattenuta di 200 euro al mese in busta paga. Non ci faccio le vacanze ma mi serve per coprire i 35mila chilometri l’anno che faccio per andare nei 45 comuni dove è presente Acer. Può capitare che mi fermi a prendere il pane quando torno ma senza alcun aggravio. I rimborsi sono legati ai viaggi istituzionali fuori Reggio: treni, voli e albeghi low-cost quando mi tocca andare a Roma o altrove. Ci sono anche polemiche sui cinque dirigenti ma posso assicurare che sono persone indispensabili e con un alto livello di preparazione, del tutto funzionali al nostro lavoro».

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