Amministratrice depreda otto condomìni
La 48enne Gabriella Ferretti è indagata per appropriazione indebita, sin qui accertato un “buco” da oltre 100mila euro
REGGIO EMILIA. Otto condomini di Reggio in ginocchio – fra cui alcuni di Acer – per un “buco” da oltre centomila euro per fatture relative ad utenze collettive mai pagate negli ultimi anni e che ora chi abita negli edifici insolventi sta cercando di colmare con lacrime e sangue.
Palazzi interi che stanno rischiando di ritrovarsi con i servizi essenziali staccati (teleriscaldamento, acqua, elettricità) nonostante i residenti abbiano regolarmente pagato le spese condominiali. Ma le raccomandate di sollecito degli enti erogatori fioccano come pure le denunce, perché questa situazione d’estrema sofferenza economica ha un unico comun denominatore come già verificato dagli inquirenti, cioè l’amministratrice di condominio Gabriella Ferretti, 48 anni – con attività sia a Reggio sia a Parma – che ora è indagata per appropriazione indebita.
Sul caso sta indagando il sostituto procuratore Maria Rita Pantani e le denunce via via arrivate dai vari palazzi beffati “parlano” dello stesso meccanismo: l’amministratrice di condominio che trucca i bilanci e non paga le utenze, ma si “gira” sui suoi conti fior di compensi professionali, oppure smista soldi da un palazzo all’altro che gestisce.
La prima denuncia nei confronti della Ferretti è stata quella del condominio di via Martiri del 1831 al civico 2, nel quartiere Rosta Nuova: la trentina di residenti (suddivisi fra 12 appartamenti) si sono ritrovati, all’improvviso, da pagare quattro anni (2009-2013) di fatture del teleriscaldamento centralizzato per quasi 39mila euro. Poi sono giunte le altre denunce, tutte tramite l’avvocato Ernesto D’Andrea che tutela legalmente questi complessi abitativi. Ma vi sarebbero anche altri casi e in procura è stato formato un unico fascicolo a dir poco voluminoso.
Prima dell’estate l’amministratrice gioca però d’anticipo e si presenta in procura accompagnata dall’avvocato difensore Federico De Belvis. Da quanto “filtra” sull’inchiesta, la professionista non sa in quel momento d’essere indagata. Davanti ai carabinieri racconta la sua “verità”, deposita dei documenti che giustifichino le sue parole, vuole chiarire spontaneamente quanto sta accadendo.
La situazione è compromessa, sul piano professionale ha già gettato la spugna: ha chiuso l’ufficio di via Pasteur, non esercita più il mestiere d’amministratrice di condominio. Dalla fine dell’estate la 48enne attende di conoscere le “mosse” della magistratura. In questi giorni è via da Reggio, precisamente all’estero con il marito. Tornerà fra una settimana come ci dice la figlia dal citofono dell’abitazione di famiglia a Massenzatico.
Se il versante penalistico, con quel fascicolo complesso, sta pian piano entrando nel vivo, di contro la Ferretti è stata di recente condannata – sul piano civilistico – a pagare danni per circa 40mila euro al condominio di via Martiri del 1831 (civico 2) che per primo s’è accorto di quanto stava accadendo, ricevendo nel luglio 2013 un sollecito da Iren-Enìa di quasi 39mila euro per 4 anni di teleriscaldamento non pagato.
In precedenza i solleciti– come da contratto – Iren-Enìa li aveva mandati all’amministratrice che, invece di pagare, insabbiava il tutto. Scoppiato il “bubbone”, l’amministratrice verserà solo sui 12mila euro di quelle fatture non saldate, mentre spunteranno bilanci condominiali falsificati e compensi professionali non dovuti per 14.500 euro che la professionista aveva prelevato dal conto del condominio. L’avvocato D’Andrea – a nome del condominio – ha ottenuto il sequestro di un appartamento e di due garage intestati all’amministratrice ed ora il giudice civile Cristina Ferrari l’ha condannata a risarcire il danno.
«La signora si è comportata in modo disonesto – commenta l’avvocato D’Andrea – non è concepibile approfittarsi, per fini personali, della buona fede dei condomini. Alla luce di questa sentenza, chiederò alla magistratura, come atto cautelativo, che la Ferretti venga interdetta dalla professione su tutto il teritorio nazionale».
Intanto i trenta condomini (per lo più pensionati) beffati stanno pagando a rate quella maxi fattura del teleriscaldamento: «L’amministratrice veniva alle assemblee – dicono arrabbiati Monica Alvisi ed Emilio Ferrari – tutta ingioiellata e con una gran parlantina. In modo subdolo ci ha rovinato».
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