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Falciato e ucciso da un’auto in sorpasso

Falciato e ucciso da un’auto in sorpasso

Cella, la vittima è un 44enne residente a Reggio che viaggiava in sella a un ciclomotore, ferito anche l’automobilista

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Ancora sangue che macchia la via Emilia, ancora sangue ad una manciata di giorni dalla tragedia dell'insegnante Elisa Cucinotta di 36 anni incinta di cinque mesi falciata da un'auto mentre attraversava le strisce pedonali a Cadè.

Questa volta a pochissima distanza dalla tragedia del 10 ottobre, lungo il rettilineo tra Cadè e Cella, è morto un uomo di 44 anni, investito in pieno da un'auto in fase di sorpasso mentre in sella ad un motorino stava percorrendo la strada in direzione di Reggio. La vittima si chiamava Andrey Grudchin, cittadino di origine russa residente a Reggio. Tutto è avvenuto intorno alle 20.30 di ieri in una serata tranquilla e quasi tiepida.

Dell’incidente si stanno occupando gli uomini della polizia stradale di Reggio e Guastalla. Dai loro rilievi e raccolta di testimonianze si cercherà di ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio. Sul posto è intervenuta anche l’automedica insieme ad un’ambulanza della Croce rossa italiana, ma ai volontari non è rimasto altro che stendere un lenzuolo bianco su un corpo inanimato.

«Non l’ho visto, non l’ho visto, forse viaggiava a fari spenti. Non lo so, ho solo sentito uno schianto tremendo, poi sono scoppiati gli air-bag e poi tanto fumo e sono riuscito a fermarmi solo a una certa distanza». Ancora molto scosso, con un dito della mano sicuramente rotto, Vincenzo Demecca di Novellara ricostruisce così quei terribili attimi. Era lui al volante della Volvo C70 che poco prima aveva investito in pieno il motorino del Grudchin. «Con mia moglie – prosegue – stavamo andando a Sant’Ilario a cena da amici. Davanti avevo un’auto che andava molto piano, in quel punto c’è la linea tratteggiata e così ho iniziato la manovra di sorpasso». Un attimo e l’auto centra in pieno il motorino. Il parabrezza sfondato lato guida e un profondo squarcio sul cofano confermano la violenza dello scontro. Mentre il motorino va in mille pezzi, il corpo del 44enne vola letteralmente oltre la siepe che separa la strada dalla pista ciclabile, rimanendo così nascosto alla vista dei primi soccorritori. «Ho visto un sacco di roba volare – dice Mirco Faglioni che in auto sta anch’egli viaggiando verso Cadè – mi sono fermato per capire cosa era successo. Non ho visto nessun corpo fino a quando non sono andato dietro la siepe».

A causa dei rilievi di legge della polizia stradale la circolazione stradale è stata bloccata in entrambi i sensi di marcia per circa mezz’ora e si sono formate delle lunghe fila di veicoli.

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