Il mercato contadino torna a sorridere
Dopo i sequestri dell’Ausl di sabato scorso, ieri tutto si è svolto secondo copione. “Libertà di taglio” per i produttori
REGGIO EMILIA. C'è chi scambiandoci per ispettori dell'Ausl ci ha guardato storto, ma poi è tornato il sorriso. Ieri mattina al mercato contadino di piazza Fontanesi il clima tra i banchi era quello di un pericolo scampato e il formaggio ha continuato a essere venduto a pezzi, tagliati sul banco e non in porzioni preconfezionate come la comunicazione del 28 agosto del Comune voleva imporre. Una tempesta in un bicchiere d'acqua, e «tanto casino per nulla, ma alla fine il buonsenso ha prevalso«, dicono e pensano i contadini e anche molti dei reggiani che hanno animato come ogni sabato la piazza.
Il blitz di sabato scorso degli ispettori dell'Ausl, i verbali e il sequestro di pezzi di formaggio tagliato sul posto sono già alle spalle. Molti produttori sul banco ieri hanno messo in bella vista un volantino nel quale si leggeva: “Oggi siamo qui come sabato scorso, nulla è cambiato nelle nostre modalità operative e siamo liberi di porzionare. Le nostre aziende operano in piena legalità rispettando le normative sanitarie europee, sotto costante controllo veterinario".
Tutta la vicenda che ha visto da subito i consumatori a fianco dei produttori, al termine di una settimana di incontri, commissioni e aggiustamenti di posizione da parte del Comune, si è chiusa «con l'impegno di Comune, Ausl e associazioni agricole di definire buone pratiche e identificare comportamenti corretti per il trasporto, il porzionamento e la vendita di formaggi e salumi», ci spiega un funzionario della Cia che ieri era in piazza controllare la situazione.
Intanto ieri il mercatino si è svolto secondo copione. Il nonno che arriva con la nipotina in braccio e chiede di poter far assaggiare alla bambina un pezzettino di formaggio di capra «perché non l'ha mai sentito». O i genitori a dire al figlioletto che «sì, la mela appena comprata la può mangiare».
Il mercato contadino è questo. E i reggiani ci vanno per acquistare direttamente dai prodottori di formaggi, salumi, frutta, vino e fermarsi fare due chiacchiere con il contadino che ha voglia di raccontarsi e di raccontare come è coltivata la frutta o cosa mangiano pecore e capre. Sarà per questo che Adriana Iori e Giuseppe Magelli dicono che «si viene al mercato per comprare cose naturali da chi si conosce, altrimenti andremmo al supermercato». O come sostiene Flavio Cornetti, con a fianco la nipotina Matilde di tre anni, «c'è un altro clima, i bambini possono conoscere la natura e imparano il nostro dialetto». Giuseppina Arienti, romagnola trapiantata da quarant'anni a Reggio è tra quelli che non ha trovato giusta l'iniziativa dell'Ausl e si chiede «se le stesse regole sono applicate nelle fiere e sui camion di frutta e prodotti alimentari fermi lungo le strade». Anche i produttori hanno tirato un sospiro di sollievo, con Roberto Ribecco a spiegare che «è tutto come prima ed hanno fatto solo un casino che si poteva evitare» e Mirca Togni dell'azienda agricola Enzo Baiocchi che aggiunge: «Le leggi vanno rispettate ma anche adattate alle esigenze reali». «Alla fine si sono accorti di aver fatto un polverone per nulla e diciamo grazie ai cittadini per la loro solidarietà», dicono invece Tobia Zagnoli e Riccardo Marcolini.
Ma per qualcuno i problemi restano. Come per Angelo Misti che ha deciso di smettere perché «seguire tutte le norme burocratiche per fare i mercati è un problema».
Roberto Fontanili
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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