Majorca, contatti per la vendita
Scandiano: i lavoratori sperano nell’arrivo di un acquirente per avere almeno un altro anno di “cassa”
SCANDIANO. Una fiammella flebile, ma ancora accesa. Brucia ancora la speranza di continuità produttiva per i 70 lavoratori della Majorca. Ad inizio ottobre la ceramica ha presentato richiesta di fallimento volontario dopo l’impossibilità di elaborare un piano sostenibile economicamente per il concordato preventivo. Il fallimento riguarda la società Via Bosco 26, creata appositamente, cui sono passate le proprietà della Majorca. Una scelta fatta per preservare dal fallimento lo storico marchio ceramico. I dipendenti con il fallimento vedono diminuire fortemente le possibilità di proseguire la cassa integrazione straordinaria concessa loro sino a dicembre. Col procedimento fallimentare, uno dei primi atti è di solito il licenziamento delle maestranze, che verrebbero iscritte agli elenchi della mobilità, l’ultimo ammortizzatore sociale disponibile. Ma i lavoratori sperano nell’ingresso di un nuovo acquirente, che con l’azienda in fallimento potrebbe subentrare a costi inferiori e con meno vincoli. Se una realtà interessata si facesse avanti in queste settimane, e pare che qualche contatto sia stato avviato, vi sarebbero vantaggi anche per i dipendenti. Con una lettera d’intenti ufficiale del possibile acquirente, i sindacati potrebbero chiedere che la cassa integrazione venga prolungata almeno di un anno, concedendo respiro a coloro che, nel complesso, devono avere circa 3 milioni di euro, fra stipendi arretrati e contributi ancora da versare. Una nuova proprietà potrebbe anche significare, nella migliore delle ipotesi, una ripresa del lavoro, anche se questo è un discorso lontanissimo. (adr.ar.)
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